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Il Giro d'Italia a Vasto e San Salvo passa solo "di striscio"

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VASTO – Sarà una toccata e fuga quella del prossimo Giro d’ Italia nelle terre vastesi. La notizia di un possibile arrivo era trapelata nei giorni scorsi dalle pagine del quotidiano Il Tempo, che nella sezione sport aveva parlato di questa eventualità. Per ufficializzare la cosa si aspettava solo l’annuncio di rito e la cerimonia di ufficializzazione prevista per il 23 ottobre giorno in cui verrà svelato il calendario effettivo con una serata di gala presso il Teatro Garignano di Torino e trasmessa alle ore 16 in diretta dalla Rai. Indiscrezione delle ultime ore, diffusa proprio dalla Gazzetta dello Sport è la conferma della storica vetta Zoncolan.  La doccia fredda arriva però all’atto dell’ufficializzazione, l’Abruzzo sarà coinvolto in una tappa che porterà il Circo Rosa da Termoli a Teramo, con un passaggio di striscio nei comuni di San Salvo, Vasto, Casalbordino e Torino di Sangro. Niente tappa e solo una puntatina per il comuni rivieraschi. Delusione per quanti aspettavano di poter fermare ed osservare i propri beniamini e le loro biciclette. Ad ospitare la Corsa più famosa d’Italia e del Mondo, l’appuntamento che ogni appassionato della pedivella aspetta trepidante, sarà Teramo, che già nel passato aveva ospitato il Giro altre tre volte: nel 1980, poi nel 1990 ed, infine, nel 2000 e questo aveva rilanciato l’ipotesi di una positiva candidatura di San Salvo, che non aveva mai assaggiato l’emozione di essere sede di tappa. Teramo quest’anno come L’Aquila nella precedente edizione riaprono un discorso mai sopito e riconducibile all’abbandono in cui versa una certa parte d’Abruzzo. Piena solidarietà alla popolazione aquilana, ma l’abbandono del Vastese non è certo cosa nuova. Se fino ad oggi erano stati solo i settori politico-amministrativo e sociale, ora anche lo sport declassa il Sud della regione.

Perché proprio Teramo? È la domanda che in molti si sono posti. Nonostante tutti gli sforzi che le comunità vastesi affrontano ogni giorno per rilanciare un turismo che non scoppia di salute, perché si priva questo territorio di una così importante vetrina di rilevanza internazionale? I più maligni hanno chiosato, e come dargli torto, di un interessamento da parte della Regione relativamente alla zona teramana, area da cui provengono il presidente Chiodi e più di un assessore regionale, con buona pace del Vastese, dove il ciclismo è sport radicato, come confermano gli oltre 1500 partecipanti riunitisi proprio a San Salvo per il Campionato Italiano Cicloturismo organizzato dal istituto di credito BCC – Banca di Credito Cooperativo e la partecipazione in alcuni dei più conosciuti team pro-tour da parte di D’Angelo e Antenucci (ricordiamo l’accordo con Farnese Vini e la partecipazione in Aran Cucine e Acqua & Sapone).

Migliaia di appassionati dovranno fare i conti con una classica toccata e fuga prevista per il 14 o il 15 maggio e date le velocità raggiunte dai professionisti avrà l’aspetto sicuramente della fuga. Quanto meno deludente il comportamento della classe politica locale impegnata anche sul fronte regionale che, ancora una volta, non difende le proprie radici e il proprio territorio in una sorta di inspiegabile placida accettazione delle decisioni prese dall’alto.

Emanuele La Verghetta

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