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Ex palazzi scolastici, a novembre la conclusione delle indagini

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VASTO – Fine novembre. E’ la scadenza per la chiusura dell’inchiesta che il Consiglio comunale di Vasto sta svolgendo sulla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di corso Italia. A luglio si è insediata la commissione d’indagine. “Stiamo acquisendo atti e testimonianze dei dirigenti municipali che si sono occupati della vicenda”, spiega il presidente della commissione, Michele Notarangelo (Pdl). Oltre ai difetti nella ristrutturazione, l’altra questione riguarda la suddivisione della proprietà: 55% all’impresa che ha eseguito i lavori, 45 al Comune, comprese le superfici sconvenienti, come porticati e corridoi.

Anche su questo la commissione d’indagine deve fare piena luce. “Siamo a buon punto – afferma Notarangelo – e credo che entro la fine di novembre saremo in grado di riferire in Consiglio comunale sugli esiti del lavoro svolto, in modo che l’assemblea possa decidere il da farsi”.

La commissione d’indagine è composta da 7 consiglieri comunali. Oltre al presidente, ne fanno parte Fabio Giangiacomo (Pd), Alfredo Bontempo (Idv), Francesco Piccolotti (Udc), Etelwardo Sigismondi (Pdl), Riccardo Alinovi (Udeur) e Fabio Smargiassi (Prc).

ApI: “Il Comune ricorra alle vie legali”. Spunta la perizia di un esperto incaricato dal Tribunale di Vasto e scoppia la battaglia legale sulla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di corso Italia. Un documento “evidenzia alcune negligenze dell’impresa esecutrice”, sostiene Nicola Del Prete, coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia.

“Qualche mese fa, precisamente a luglio – afferma l’ex vice sindaco – il Comune ha ricevuto una documentazione tecnica dettagliata” relativa alle infiltrazioni d’acqua in alcuni locali al piano terra, di proprietà di una ditta privata. La relazione dell’esperto attesta la “disattesa regimentazione delle acque piovane su corso Italia”, ma su questo problema nasce il contenzioso tra il Comune di Vasto e l’impresa che ha eseguito la ristrutturazione delle ex scuole elementari, la Edmondo di Pescara, perché quest’ultima “ha chiamato in causa addirittura il Comune, come se non spettasse ad essa – commenta Del Prete – la completa realizzazione ed esecuzione dell’accordo di programma” in base al quale è stato completato il remaquillage dei due edifici. Il rischio, secondo il coordinatore di ApI è che “la stessa impresa, un domani non tanto lontano, possa rivalersi proprio sul Comune di Vasto, ovvero sui contribuenti vastesi, per eventuali danni da risarcire a quei privati che, davanti al giudice, avranno dimostrato che i lavori eseguiti non sono stati realizzati a regola d’arte”. Di qui la richiesta pressate rivolta al sindaco, Luciano Lapenna, di agire legalmente contro l’impresa.

La vicenda ex palazzi scolastici è fatta di due filoni. Il secondo riguarda la suddivisione della proprietà tra la società che li ha ristrutturati e il Comune. A quest’ultimo è rimasto il 45%, comprese le superfici sconvenienti, come corridoi e porticati. Su questo è chiamata a far luce la commissione d’indagine istituita dal Consiglio comunale. Un organismo che per Del Prete “non aveva senso, perché i vizi di questo importante intervento di recupero edilizio sono stati evidenti fin dal primo momento”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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