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Per Claudia il picchetto d'onore. Il vescovo: "Ha fatto del bene"

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GUILMI – Una tenente su un cuscino porta un berretto e una sciabola. Sono quelli di Claudia Racciatti. Guilmi, il paese d’origine della famiglia, gremisce la chiesa dell’Immacolata. Ma in tanti sono venuti anche da Vasto e da Roma a salutare per l’ultima volta la tenente dei carabinieri che si è suicidata a 29 anni sparandosi un colpo al cuore nella caserma Dalla Chiesa della capitale. “Preghiamo il signore affinché sia misericordioso con Claudia per tutto il bene che ha compiuto”, è l’esortazione che l’arcivescovo Bruno Forte rivolge dall’altare alla folla assiepata dentro e fuori dal tempio dedicato all’Immacolata Concezione. Troppo piccola la chiesa, troppo stretto lo spazio antistante. Il campo sportivo trasformato in un parcheggio. Ma tutti vogliono esserci. I cittadini e le autorità. Il vice sindaco e il presidente del Consiglio comunale di Vasto, Vincenzo Sputore e Peppino Forte, il consigliere regionale Giuseppe Tagliente. E i carabinieri, colleghi di Claudia. Il capitano della Compagnia di Vasto, Giuseppe Loschiavo, il colonnello giunto da Chieti, Giuseppe Cavallari, molti ufficiali e sottufficiali. Ci sono i generali Luigi Longobardi e Luigi Bernardini, comandanti della Legione carabinieri Abruzzo e della Legione allievi carabinieri di Roma.

Sono arrivati anche dalla caserma di Gissi i colleghi di papà Domenico, comandante della Forestale di Vasto.

Proprio dalla città adriatica Claudia era partita prima per partecipare a Miss Italia nel 1999 con la fascia di Miss Rocchetta Abruzzo, poi per percorrere la strada della carriera militare. All’accademia di Modena era compagna di stanza del tenente del Nucleo operativo di Vasto, Emanuela Cervellera, che è lì, in borghese, vicino alla famiglia. Di fianco a papà Domenico, a mamma Elisabetta e a Sara, la sorella di Claudia.

La folla degli amici e conoscenti si raggruppa davanti alla casa di via San Rocco. Poi il corteo – aperto dal parroco, don Raji, dal sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti, e dal tricolore – percorre strade che via via, diventano sempre più strette per il serpentone che si dirige verso l’Immacolata. Via Roma, piazza Sant’Anna, via Chiesa.

L’arrivo del feretro è accolto dal picchetto d’onore dei carabinieri. Centinaia di persone. Molte non riescono nemmeno a entrare in chiesa. L’arcivescovo apre la funzione con un ricordo e un’esortazione: “Quando qualcuno si toglie la vita è perché ha dentro qualcosa che sfugge anche alla persona stessa che compie quel gesto. Preghiamo il Signore affinché sia misericordioso con Claudia, per tutto il bene che Claudia ha compiuto”. La sua scomparsa improvvisa e prematura sia una spinta a “fare del bene, ognuno nel proprio campo, a partire da papà Domenico, che presta servizio nel Corpo forestale”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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