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Ospedale, nuovi tagli. Vastoviva: "Spariranno 8 unità operative"

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VASTO – “Gastroenterologia, neurologia, nefrologia, Orl, malattie infettive, patologia clinica e pediatria: queste le unità operative complesse destinate a sparire dall’ospedale San Pio da Pietrelcina”. E’ Vastoviva a lanciare il nuovo grido d’allarme sui tagli alla sanità del Vastese. La Regione tira la cinghia. La promessa del manager della Asl provinciale, Francesco Zavattaro, di realizzare la sala emodinamica in grado di salvare la vita alle persone colpite da infarto si scontra con la dura realtà di un drastico declassamento della struttura ospedaliera di via San Camillo de Lellis.

“Dalle dichiarazioni rese dal direttore generale della Asl”, Zavattaro, “e da quanto noto dal programma operativo 2011 ormai abbiamo la certezza che l’ospedale di Vasto contribuirà con una significativa quota di teste alla ghigliottina imposta alle Asl dalla Regione.
E siamo ottimisti – dicono i rappresentanti di Vastoviva – sperando che presto si ricopriranno i posti di direttore delle unità operative complesse di chirurgia e ortopedia, e che finalmente anche la storia infinita della nomina del primario del Pronto soccorso trovi compimento.

Con un colpo di spugna, la Regione Abruzzo cancella la storia di 30 anni: torniamo alla struttura ospedaliera della fine degli anni 80, una struttura senza infamia e senza lode. In effetti, in più rispetto ad allora c’è la rianimazione , imposta per legge, e l’urologia, reparto di eccellenza anche a detta di Zavattaro, peraltro non tenero nei suoi giudizi sugli ospedali del Chietino, che ne ha garantito la sopravvivenza, almeno fintanto che il professor Luigi Schips”, il primario, “resterà da queste parti. Anche per i non addetti ai lavori è intuitivo il significato della trasformazione di una unità operativa da complessa a semplice: lo stipendio ridotto riguarda il singolo primario, ma la riduzione di risorse e la riduzione della complessità dei problemi risolvibili a Vasto ricade su tutta la collettività. Passiamo dall’ambizione di voler essere un ospedale di confine, attrattivo anche per i fuori regione, ad un ospedale di confino, non sempre adeguato neppure per i residenti. Quali grandi professionalità mediche avranno più voglia di portare a Vasto la loro opera  e di restarci per tutta la durata della loro carriera? Ospedale di transito, dunque, per pazienti e per operatori”.

Sala eomodinamica. Scetticismo anche sulla promessa realizzazione della sala emodinamica. L’associazione di cui fanno parte gli attivisti del Pd Maria Amato, Angelo Bucciarelli, Raimondo Pascale, Paolo Marino e Nino Fuiano non ci crede, perché “nessuna certezza ci arriva dal commissario della sanità regionale.  Intanto sono stati ultimati i lavori della emodinamica di Avezzano, che necessariamente dovrà essere autorizzata dalla regione, per non gettare alle ortiche fondi investiti e lavoro. Se il numero delle sezioni di emodinamica autorizzate dalla Regione non passa da 4 a 6 con una variazione del Piano Operativo 2011 le buone intenzioni resteranno solo chiacchiere. E Vasto, ancora una volta beffata, non avrà la sua emodinamica”. E i politici locali, nonostante le rassicurazioni, “se la vedono sfilare sotto il naso e non danno segni di accorgersene”.       

micheledannunzio@vastoweb.com             

 

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