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Associazione Porta Nuova: "Centrale, Comune ha poteri per dire no"

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VASTO – Il Comune di Vasto, se lo volesse, avrebbe i poteri necessari a bloccare il progetto della centrale termoelettrica a biomasse a Punta Penna. Lo afferma l’associazione civica Porta Nuova in un documento diffuso nella serata di ieri. “Nel caso delle industrie” classificate come “insalubri di prima classe – scrive il presidente, Michele Celenza – in base all’articolo 216” del testo unico delle leggi sanitarie, “il sindaco, quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne l’attivazione o subordinarla a determinate cautele. Diverse sentenze del Consiglio di Stato – prosegue Celenza – riconoscono infatti al sindaco un’ampia potestà di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni”.

Porta Nuova ricorda il caso di Pontinia, in provincia di Latina. Lì il primo cittadino “ha espresso in sede di conferenza di servizi parere negativo all’installazione in quel comune di una centrale a biomasse. Il parere negativo del sindaco, ha scritto il Tar del Lazio respingendo il ricorso presentato dalla società titolare del progetto, ha sostanziale connotazione di dissenso correlato alla tutela di un interesse sensibile ed implica la conclusione del procedimento. Tanto è bastato a fermare la procedura di autorizzazione. Tanto basterebbe oggi anche da noi. Che nessuno ne sapesse nulla è una circostanza ai limiti del credibile”, fa notare Celenza, che ricorda in materia ambientale “la mancata perimetrazione, ferma da un decennio, del Parco nazionale” della Costa teatina, “la mancata attuazione del Piano territoriale delle attività produttive, adottato nel marzo del 2006”, anno in cui, ricorda Porta Nuova citando l’autorizzazione unica del 7 febbraio 2007, il Comune ha dato “parere favorevole” al progetto di centrale a biomasse, sia pure “esprimendo perplessità sull’individuazione del sito”.

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