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La mamma di Paolo Alinovi di nuovo a Canale 5 per chiedere giustizia

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VASTO – Tornerà a chiedere giustizia per la morte di suo figlio Barbara Maragna, la madre di Paolo Alinovi, il bimbo morto nel luglio 2009 all’ospedale Santo Spirito di Pescara a seguito di un’operazione per la rimozione di un’occlusione intestinale. Il 21 aprile la donna, insieme al marito, Mario Alinovi, aveva già raccontato la sua storia a Pomeriggio 5, il programma condotto da Barbara D’Urso. Ci tornerà l’8 novembre.

La puntata del 21 aprile. Il programma Mediaset si è occupato della vicenda della famiglia Alinovi e di altre storie analoghe, lanciando un servizio introduttivo. Poi, in studio, la conduttrice ha presentato i genitori di Paolo. “Il 6 maggio 2009 – ha raccontato Barbara Maragna, la madre – il bimbo è nato a Vasto. Aveva dei piccoli problemi respiratori. All’ospedale di Pescara”, a seguito di alcuni accertamenti, “gli è stato riscontrato un megacolon, una occlusione intestinale, che i medici hanno definito meno di un’appendicite”. In estate un nuovo controllo. “Torniamo a Pescara e il medico mi dice che il bimbo è cresciuto e si può operare. Rimango perplessa perché l’intervento era previsto a fine anno. Il ricovero avviene il 26 luglio, il 28 l’operazione. Mi dicono che durerà due ore e mezza. Ma il bimbo entra in sala operatoria alle 8.30 ed esce alle 17.45, dopo 9 ore e un quarto”. Ma prima era accaduto altro: “Alle 15 – racconta Barbara – esce il medico dicendo che il bambino sta bene. Subito dopo, però, tre infermieri lo invitano a rientrare. Poi un altro dottore dice che al bimbo è stato applicato un catetere per alimentarlo. Quando Paolo esce dalla sala operatoria, non lo portano in rianimazione, ma in reparto, sostenendo che sta bene e non ce n’è bisogno”. Ma le condizioni, col trascorrere delle ore, peggiorano, “smette di urinare” e, a un certo punto, “esce il sangue”. La donna chiede più volte l’intervento dei sanitari e racconta di essere stata sempre rassicurata. Fino a quando, “dopo tre arresti cardiaci, il bambino muore”. Papà Mario, per chiedere giustizia ha compiuto “un gesto molto forte: mi sono incatenato davanti all’ospedale”. “Chi sbaglia deve pagare”, scandisce la madre di Paolo.

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