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Da Kurokawa a oggi: dopo 36 anni rispunta l'idea di area metropolitana

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VASTO – L’idea di creare un’area metropolitana Vasto-San Salvo non è proprio l’ultima delle novità. Anzi, è grande e vaccinata. Il 30 aprile scorso ha compiuto 36 anni. Era il 30 aprile del 1974 quando veniva presentato il Piano intercomunale Vasto-San Salvo, elaborato dal giapponese Kisho Kurokawa, uno dei più grandi urbanisti mondiali. E’ morto nel 2007, ma quel grande progetto commissionatogli dal Comune all’epoca in cu era sindaco Nicola Notaro è rimasto sulla carta. Eppure di area metropolitana che unisca le città maggiori del Vastese e anche la vicina Cupello si torna a parlare a distanza di oltre tre decenni e mezzo. E lo si fa ufficialmente in Consiglio comunale. Appena ieri, durante il dibattito sulla città satellite per 3mila persone a Colle Pizzuto, nella zona in cui dovrà sorgere il nuovo ospedale comprensoriale.

A rilanciare la questione è Nicolangelo D’Adamo (Pd): “Vogliamo l’area metropolitana? O vogliamo lo sviluppo verso Nord? La vecchia Asl ha acquistato in quell’area i terreni per il nuovo ospedale”. Quindi la questione è: “Vogliamo più servizi comprensoriali, quante volte lo abbiamo detto?”. Ma “non mi sembra che vogliamo più appartamenti. Vogliamo più servizi”. Sulla città satellite con alloggi, campi sportivi, una chiesa e negozi di media grandezza che vorrebbe costruire la società Sgm di Vasto con un investimento di 150 milioni di euro “un dibattito nella città è necessario”, fermo restando che “prima dobbiamo discutere di un’idea. Sospendiamo – è l’invito di D’Adamo – il giudizio sul progetto privato e apriamo una discussione sul progetto generale”. E’ così che si riprende a parlare di area metropolitana. A distanza di 36 anni, le intuizioni di Kurokawa tornano al centro della scena politica. Tuttora in Comune rimane una traccia dell’intelligenza dell’urbanista nipponico. Basta andare al settore lavori pubblici, all’interno degli ex palazzi scolastici di corso Italia. Lo ha scoperto Vastoweb il 13 aprile scorso.

Lo stadio di Kurokawa. L’occhio cade su un plastico splendido. Un progetto che sembra attuale. Invece, spiega l’ingegner Roberto D’Ermilio, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Vasto, “questo era lo stadio progettato da Kurokawa nella zona dell’Incoronata. L’ho ritrovato in municipio e lo abbiamo esposto”. All’epoca, sarebbe stato innovativo. Oggi, a distanza di tre decenni, avrebbe fornito ancora un bel colpo d’occhio. Tutto coperto, con ampi spazi all’interno e all’esterno e, addirittura, corsi d’acqua artificiali intorno ad un impianto sportivo perfettamente inserito nell’area verde circostante. Non se ne fece nulla. Allora, come nel 1988, quando il problema del nuovo stadio tornò attuale, si preferì lasciarlo dov’è. A due passi dal centro. Il vecchio Aragona.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

 

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