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Lavoro: la precarietà di tanti giovani nella storia di Fabrizio

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VASTO – Sono tante le storie dei giovani vastesi, alle prese con i problemi del mondo del lavoro, con il precariato, con opportunità che mancano, con desideri che si fa fatica a realizzare. Incontriamo Fabrizio Di Ninni, ragazzo di 28 anni, trasferitosi a Roma dopo il diploma per frequentare l’Università, facoltà di Scienze della Comunicazione. Una direzione ben precisa, quella di poter lavorare nel mondo della pubblicità. Dopo la Laurea, Fabrizio ha iniziato a compiere quella trafila ormai comune a tanti giovani laureati. Uno stage dopo l’altro, con rimborsi spese pressoché nulli e soprattutto in realtà dove faceva ben poco di realmente professionalizzante. In contemporanea allo studio Fabrizio, sin dal 2005, ha iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo, come addetto nei service audio-luci dei concerti.

“Le prime esperienze sono arrivate con Graziano Artese, di San Salvo. Poi sono passato stabilmente a collaborare con i fratelli Lombardi, che hanno aperto da qualche anno il service Blackout. Mi sono indirizzato verso le luci, imparando via via molte cose. Ho avuto la possibilità si seguire da vicino i tour di grandi artisti come Max Gazzè, Carmen Consoli e tanti altri. In particolare, nell’ultima estate, ho curato le luci del tour degli Zero Assoluto, ottenendo ottimi riscontri e girando l’Italia in lungo e largo, con più di 40 date.”. Un’esperienza questa, sicuramente molto interessante, ma è una strada che lui non vuole diventi la principale.

“Ho studiato per lavorare nel mondo della comunicazione, in particolare della pubblicità. A 28 anni, però, non è possibile dover continuare a fare stage in realtà dove vieni usato per un periodo e poi mandato via, senza nessuna prospettiva. Ho provato a seguire questo percorso a Vasto e nella nostra zona, ma sembra davvero non ci siano possibilità. Proprio in queste settimane, sto valutando l’ipotesi di passare da Roma a Milano, per cercare nuove esperienze in questo settore. L’esperienza di lavoro del service resta sicuramente importante e non voglio abbandonarla, anche perché mi ha permesso di fare delle belle esperienze e soprattutto di guadagnare qualche euro, visto che con gli stage non si batte cassa!” E’ la storia di Fabrizio, ma può essere la storia di tanti giovani, a cui la voglia e l’intraprendenza non mancano, ma che trovano a scontrarsi con le difficoltà italiane, in particolare in zone come la nostra.

Giuseppe Ritucci

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