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Droga Albania-Treviso, il centro di smistamento si trovava a Vasto

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VASTO – Dal suo appartamento di Vasto avrebbe gestito un traffico di cocaina tra l’Albania e la provincia di Treviso. La squadra mobile della Questura veneta ha arrestato Vasilaj Bejan, ventiseienne residente a Vasto, e alcuni pusher trevigiani. Sequestrata anche cocaina purissima per oltre 220 grammi. 

Secondo quanto riferito da Roberto Della Rocca, dirigente della mobile di Treviso, gli investigatori sono riusciti a risalire allo straniero dopo aver arrestato un pizzaiolo e l’uomo che gli aveva ceduto 64 grammi di droga.

Una conferenza stampa per illustrare i particolari dell’operazione era stata annunciata dal Commissariato di Vasto per stamani alle 11.30, ma poi annullata perché la notizia era già stata ampiamente diffusa ieri dagli organi d’informazione veneti.  

“Negli ultimi mesi, tramite il suo gruppo di spacciatori che lavorava prevalentemente nella città del Nord – afferma il vice questore Cesare Ciammaichella – il ventiseienne albanese aveva ceduto centinaia di dosi di cocaina purissima per un valore ancora in corso di stima.
La squadra mobile di Treviso gli stava dietro da tempo, anche se era riuscito a fuggire con una serie di stratagemmi degni di un professionista del crimine.
Innanzitutto l’uso dei telefoni: acquistava centinaia di schede e di telefoni a prezzi dieci volte superiori a quelli di mercato da rivenditori compiacenti, i quali, anziché pretendere i documenti del Vasilaj si accontentavano di documenti contraffatti di cittadini cinesi.
I telefoni e le schede venivano usati per un lasso di tempo massimo di tre giorni, poi venivano distrutti.
In questo modo era impossibile riuscire ad intercettarlo.
Sono state le intercettazioni ambientali e i testimoni che lo hanno incastrato, ancora una volta stava per fuggire all’estero prima della cattura.
Avrebbe continuato a svolgere la sua attività da capo nel paese di origine.
Erano pochi gli elementi in possesso degli uomini del Commissariato di Vasto per riuscire ad incastrarlo prima che partisse da Bari, ed era rimasto pochissimo tempo.
Inoltre, in passato aveva avuto nel Vastese una condotta irreprensibile, proprio perché questa città doveva dargli la base operativa”. La polizia, seguendo i movimenti dei suoi familiari, è riuscita a sorprenderlo nel luogo in cui si nascondeva.

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