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L'ultimo saluto a Marilena. Il parroco: "Era parte della nostra vita"

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VASTO – Il corteo si ferma per una manciata di secondi davanti all’edicola di corso De Parma. La cattedrale di San Giuseppe è già gremita. In tanti aspettano fuori. A centinaia hanno voluto accompagnare Marilena De Fazio verso il suo ultimo viaggio.

La notizia della sua prematura, improvvisa scomparsa ieri si è diffusa in poche ore in tutta Vasto. “Marilena dell’edicola”, in città la conoscevano tutti. E in tanti vogliono salutarla per l’ultima volta. Ci sono il sindaco, Luciano Lapenna, il suo predecessore, Filippo Pietrocola, e il presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte, altri rappresentanti politici. E poi tanti amici che si fermavano a comprare il giornale nell’edicola Di Lanciano, la storica rivendita della città antica. Una folla di conoscenti, che non erano semplici clienti. Per tutti Marilena era familiare. Lo ricorderà anche il parroco, don Gianfranco Travaglini, rivolgendosi al marito, Peppino Busico, e alla figlia Paola, ancora increduli per una morte prematura, a 45 anni, che li ha privati di una persona così cara. I ragazzi della II H della scuola media Paolucci non fanno mancare la loro solidarietà alla compagna di classe nel momento del difficile distacco.

“Non chiediamoci: Perché?”, dice don Gianfranco, rivolgendosi alla famiglia. “Marilena era parte della nostra vita”. Il parroco prende spunto dalla lettura del Vangelo, con cui poco prima aveva raccontato la parabola di Lazzaro. “Gesù dice: E’ un mio amico. Marilena era un’amica. Gesù dice: Togliete la pietra. Chiediamo al Signore di rimuovere la pietra dal nostro cuore e farci vivere il miracolo della Resurrezione”, perché “Marilena vive in noi”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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