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Sondaggio: la città è sicura? Per il 73% sì. Davigo: problema inventato

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VASTO – Il 74% dei vastesi ritiene che Vasto sia una città sicura. Molto o abbastanza. Lo rivelano i risultati del sondaggio presentato oggi pomeriggio durante il secondo convegno cittadino sulla sicurezza e la legalità, organizzato a Vasto dallo studio professionale Spindoctoring di Cristian Lalla. Ospite Piercamillo Davigo: “Il problema sicurezza è inventato”, ha detto subito il magistrato di Cassazione ed ex pm di Mani pulite, l’inchiesta che ha scoperchiato il Vaso di Pandora della corruzione in Italia. Il dibattito, moderato dall’avvocato Giampaolo Di Marco, ha visto la partecipazione di Giovanni Canzio, presidente della Corte d’appello dell’Aquila.

Il sondaggio. L’indagine demoscopica è stata svolta “su un campione di 400 persone dai 18 anni in su, intervistate per strada in un periodo compreso tra maggio e ottobre di quest’anno”, ha spiegato Lalla presentando i dati relativi alla percezione che i vastesi hanno della sicurezza. Per il 73% degli intervistati, Vasto è abbastanza (65%) o molto (8%) sicura. Per il 24% è poco sicura e per il 3% non lo è per nulla. Quel 27% secondo cui la città è insicura ritiene che alla base del problema ci siano i pochi controlli (23%), la presenza di extracomunitari (39%) e la delinquenza comune (43%). Tra i reati che preoccupano maggiormente, sale al secondo posto la corruzione col 19% (nel 2009 era al 3%), che segue lo spaccio di stupefacenti (26%), i furti e le risse, citati dal 13% degli intervistati. “Nessuno ha parlato di criminalità organizzata”, ha sottolineato Lalla.

Snocciolati anche i dati sulla fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura. Seduti in prima fila il prefetto, Vincenzo Greco, che nel suo discorso ha escluso esista un allarme sicurezza a Vasto, i comandanti provinciali di carabinieri e Guardia di finanza, Giuseppe Cavallari e Paolo D’Amata, i comandanti locali di polizia, carabinieri, finanza, guardia costiera e polizia municipale, Cesare Ciammaichella, Giuseppe Loschiavo, Luigi Mennitti, Daniele Di Fonzo e Sergio Petrongolo, i magistrati del Tribunale di Vasto Francesco Prete (che è stato collega di Davigo nel pool di Mani pulite), Laura D’Arcangelo e Federico Pasquale, e il presidente dell’Ordine degli avvocati Nicola Artese.

Il 74% del campione ripone molta o abbastanza fiducia nelle forze di pubblica sicurezza. L’altro 26% ritiene che ci sia poca sorveglianza e tempestività, o scarso impegno. Qualcuno pensa anche che gli autori dei reati siano conosciuti, ma lasciati impuniti. Il 70% esatto dei 400 intervistati si fida della magistratura. Tre su 10 no, per via di indagini troppo lente e pene poco severe.

Davigo: “La sicurezza? Un’invenzione”. DAvigo esordisce con una battuta: “Mi scuso col prefetto di Chieti, ma sembrerà quasi che io abbia copiato il suo discorso”. Come dire che tutto il mondo è paese e la situazione nazionale non è molto diversa da quella di Vasto. “Il problema sicurezza è stato inventato” per dare “una falsa rappresentazione della realtà”. In questo l’informazione ha le sue responsabilità. Nei tg in Italia viene dedicato uno spazio minimo al problema lavoro, mentre “in Spagna è il 42%. Ecco perché crolla la fiducia nel governo spagnolo e non in quello italiano”. E sulle continue richieste di accrescere gli organici delle forze dell’ordine il consigliere di Cassazione ribatte che “controllo significa sapere cosa accade sul territorio, non mettere le guardie. Bisogna ridurre il personale in divisa e incrementare quello non in divisa, come accade per le squadre anti borseggio nelle metropolitane delle grandi città. In Italia – ha fatto notare Davigo – gli appartenenti ai corpi di polizia sono 437mila, uno ogni 138 abitanti. In Germania ce n’è uno ogni 300 abitanti, nel Regno Unito uno ogni 400 e in Spagna uno ogni 250. Serve un impiego diverso da quelli a cui sono obbligati”, come una serie di assurdi piantonamenti.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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