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Il prefetto: "La politica si muova, ma in città non è allarme sicurezza"

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VASTO –  La politica si impegni a garantire la tranquillità dei vastesi, perché “il controllo di sicurezza è demandato anche al sistema politico-istituzionale”. Lo ha detto ieri il prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, intervenendo a a Palazzo D’Avalos al secondo convegno cittadino sulla sicurezza, di cui è stato ospite il giudice di Cassazione Piercamillo Davigo, ex pm di Mani pulite, l’inchiesta che negli anni Novanta ha scoperchiato in Vaso di Pandora della corruzione in Italia.

Ma il prefetto aveva prima respinto l’ipotesi che a Vasto esista un allarme sicurezza, parlando di “fattori ansiogeni, alimentati da elementi soggettivi, personali e psicologici, che rendono insofferenti ai risultati positivi del contrasto alla criminalità”. Secondo Greco “prevenzione e contrasto vengono esercitati ai massimi livelli” e sono “tangibili i risultati”, perché “gli sforzi compiuti per tranquillizzare il territorio sono evidenti. Operazioni come quelle denominate Histonium e Histonium 2 e i recenti sequestri di immobili, frutto di indagini compiute dalla magistratura per contrastare il traffico di stupefacenti, denotano come, sotto il profilo della repressione, i risultati siano positivi”.

Il 26 novembre a Vasto si riunirà in seduta straordinaria il Consiglio comunale per discutere di sicurezza e del caso Pulchra, sollevato da Riccardo Alinovi (Udeur), che ha presentato un dossier alla Direzione investigativa antimafia sui conti della società per azioni che gestisce l’igiene urbana: è al 51% del Comune e al 49% di un gruppo privato che fa capo a Gianni Petroro, amministratore delegato, che ha subito replicato: “Spero che la Dia convochi anche me”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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