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Vasto in musica/10. Gli Andromeda: heavy metal e testi in italiano

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VASTO – Decimo appuntamento con la rubrica Vasto in Musica. Questa settimana incontriamo Sebastiano Marchesani, bassista degli Andromeda.

Raccontaci un po’ la vostra storia.
La band nasce nel 2003 da un’idea di Davide Tenaglia e Fabio Molino, rispettivamente batterista e chitarrista, un po’ per divertimento, un po’ per suonare e imitare i propri idoli musicali. La gestazione è molto travagliata: nei primi tempi, a parte i due fondatori, i membri durano poco tempo, tipo un mese o solo un’estate, a causa dello scarso impegno o della poca affinità col genere. Nell’estate 2005 prende vita la prima vera line-up del gruppo, che vede Fabrizio Avantaggiato al microfono, Fabio e Matteo Barbato alle chitarre, me al basso e Davide dietro le pelli. Deciso il nome di Andromeda per la band, ci presentiamo al pubblico vastese con svariate serate tra l’estate e l’inverno, per poi toccare anche altre città come Pescara e Ancona nella primavera successiva. A giugno 2006 arriva la rottura con Fabrizio per divergenze musicali e qualche attrito di troppo. Dopo alcune audizioni, è lo stesso Fabio a prendere il posto vacante dietro al microfono. In autunno arriva una novità per la band con Antonio Piccirilli alle tastiere, grazie al quale possiamo sperimentare sonorità a noi prima sconosciute. Con due discrete demo-tape alle spalle, decine e decine di serate e due importanti stage al Music Village in Calabria, a dicembre 2009 è Matteo a lasciare il quintetto, desideroso di cambiare aria. Troviamo subito in Enrico Bruno, rimasto da poco a spasso, il sostituto ideale: con lui arriva una ventata di freschezza, sia per il sound, già in fase di rinnovamento, che per la composizione. E con lui registriamo a inizio 2010, presso il PIMS studio di Vasto, “Vola su Andromeda”, il nostro nuovo promo, già presente su iTunes e altri portali di download digitale, e che distribuiremo in formato cd durante le nostre esibizioni live.

Come avete scelto il genere musicale su cui indirizzarvi?
Nei primi tempi si suonava punk, soprattutto per lo scarsa tecnica, cosa comune agli esordi. Ma una volta migliorati, la scelta del genere è stata del tutto naturale: l’heavy metal, ispirati dai nostri grandi maestri, gli Iron Maiden. Dopo i  due stage in Calabria abbiamo deciso di rinnovare il tutto, dapprima scrivendo i testi in italiano, cosa un po’ atipica nel genere, e in seguito il sound, passando da sonorità vintage anni 70-80 a quelle più moderne: a tal proposito, abbiamo trovato nei Nickelback il nostro punto di riferimento.

Quando avete iniziato a scrivere i vostri primi pezzi?
I primi pezzi sono arrivati praticamente subito, giusto il tempo di definire un repertorio da portare nei live. Ed è stato molto stimolante passare da esecutori di cover a compositori di brani nostri.

Dove e come vi esibite live?
I nostri live si svolgono prettamente nei pub, solitamente di vocazione rock, e nei festival o concorsi. E siamo sempre molto energici sul palco, non potrebbe essere altrimenti col genere che suoniamo!

Al momento state lavorando a qualche progetto in particolare?
Attualmente stiamo componendo i nuovi inediti che presenteremo, insieme al promo, durante le nostre esibizioni. E contiamo, col nuovo anno, di collaborare con qualche agenzia di spettacoli che ci permetta di suonare nei posti giusti e, soprattutto, più quotati della penisola.

Come sono le vostre “relazioni” all’interno della band ?
Ricordo un momento di tensione generale nel periodo in cui Fabrizio ha deciso di andarsene. Per il resto, ogni qual volta abbiamo un problema, ci riuniamo e ne parliamo molto civilmente, facendo tutti i ragionamenti necessari per arrivare a un comune accordo. Normalmente usciamo sempre insieme il sabato sera, per lo meno chi del gruppo è a Vasto, essendo tutti sparsi per l’Italia durante la settimana, cosa, questa, che rallenta non poco il nostro progetto. Però considera che forse siamo una delle pochissime band rimaste in piedi anche durante il periodo universitario. Comunque ogni momento è buono per fare festa, da capodanno alla pasquetta alla notte dei falò il 16 agosto. Fabio ed Enrico, poi, sono due “giullari”, sempre a sparare scemenze e a farci ridere!!!

In cosa, secondo te, potrebbe migliorare la musica a Vasto?
Bella domanda! Non c’è mai una sola variabile, sono più fattori insieme che determinano una particolare situazione. Nella nostra città la realtà musicale, a livello di band e ragazzi e ragazze che studiano musica nelle scuole o privatamente, è molto fervida… Purtroppo manca proprio la cultura della buona musica, non solo a Vasto, ma in tutta Italia: colpa dei mass media, che trasmettono sempre gli stessi sgorbi commerciali, negando di fatto, ai giovani e giovanissimi in particolare, l’accesso ad altri mondi. Tanto per fare un esempio, oggi vanno di moda questi talent show, cui la gente partecipa non per fare musica, che è tutt’altro mestiere, quanto solo per avere il momento di gloria in tv, sperando di andare avanti per acquisire la tanto bramata notorietà! L’apparenza è l’unica cosa che oggi sembri contare. L’insegnamento e il buon esempio per le nuove leve deve partire innanzi tutto da noi veterani: trasmettere loro l’amore per la musica, abituarli ad andare ai concerti dal vivo dei più svariati generi musicali, sia nei piccoli pub vastesi che nei grandi palazzetti e stadi d’Italia. E, soprattutto, una mentalità aperta, che è il fulcro della questione e il sale della musica stessa. La musica, volente o nolente, fa gruppo. E se i ragazzi vastesi impareranno ad amarla, in ogni sua forma, vedrai che le strade, i vicoli e i locali della nostra cara città torneranno a ripopolarsi come un tempo.

Giuseppe Ritucci – giusepperitucci@yahoo.it

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