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Pd, sulle primarie decidono gli iscritti. Lapenna: "Liste senza affaristi"

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VASTO – Sarà l’assemblea degli iscritti a decidere se il Partito democratico sceglierà il candidato sindaco attraverso le elezioni primarie. Lo ha deciso ieri il direttivo, chiamato a riunirsi dal segretario, Peppino Forte, alla presenza del sindaco, Luciano Lapenna, del segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, e del coordinatore di zona, Carlo Moro. Ogni decisione sul ricorso alle urne per scegliere il leader sarà rimessa alla base del partito, che si riunirà il 5 dicembre.

L’appello di Lapenna. Basta con il voto di scambio. E attenzione a comporre le liste elettorali, evitando affaristi o, peggio ancora, “candidati impresentabili”, ammonisce Luciano Lapenna. Il sindaco di Vasto lancia la questione morale in vista delle elezioni della prossima primavera, quando i vastesi saranno chiamati a scegliere il primo cittadino e i consiglieri comunali che, per effetto della riforma, scenderanno da 30 a 24, come in tutte le altre città italiane che rientrano nella stessa fascia di grandezza. Per parlare di raccomandazioni e comitati d’affari che esercitano pressioni sulla classe politica e sugli amministratori comunali, Lapenna ha scelto il convegno sulla sicurezza, di cui è stato principale relatore il giudice di Cassazione Piercamillo Davigo, ex pm di Mani Pulite, l’inchiesta che ha scoperchiato il Vaso di Pandora della corruzione in Italia.

Nel suo discorso Lapenna ha sottolineato che “le tornate elettorali spesso vedono in lista e poi, votati ed eletti, candidati impresentabili, uomini e donne che rappresentano le teste di paglia di grandi interessi di famiglie chiacchierate che si candidano non certo per l’interesse collettivo ed il bene pubblico. Ecco noi dobbiamo contrastare le infiltrazioni al momento di scrivere le liste elettorali. I possibili pacchetti di voti legati agli affari delle cricche non devono avere priorità, perché se si dà priorità a questo tipo di voti ed agli affari si dà priorità alla criminalità. Il codice etico elettorale non va sbandierato: va attuato a partire dal momento della compilazione delle liste”.

Il voto di scambio. Una croce sulla scheda in cambio della promessa di un favore. “Sempre più – ha sottolineato il sindaco – il voto viene dato in cambio della soluzione di un problema personale; più voti si portano, più alta è la posta che si chiede al candidato e, alla politica, che viene,così, ridotta a mero strumento utile ad ottenere quello che il diritto non ti darebbe. Se non hai lavoro, cerchi di ottenerlo votando quel politico; se non hai la casa popolare, speri che il sindaco amico, ignorando le graduatorie, ti assegni con sua ordinanza la casa popolare.
Troppo spesso si vuole il politico come persona che ti evita la fila alla Asl o ti rilascia l’autorizzazione ad aprire un negozio”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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