vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Luoghi & Luoghi comuni: "A la candine" per bere la "Spuma Ok"

Più informazioni su

VASTO – La sesta puntata di Luoghi & Luoghi comuni ci porta nelle cantine, a riscoprire i personaggi che hanno intrattenuto migliaia di vastesi in quei locali che erano gli antenati dei bar moderni. Rubrica a cura di Francescopaolo D’Adamo.

Fino agli anni Settanta a Vasto “resisteva” ancora un congruo numero di cantine, piano piano sostituite dai più moderni bar. L’ultima a chiudere è stata quella di Guido, in via delle Croci n° 8. Alla morte del titolare, la moglie non ce l’ha fatta da sola a sostenere la “clientela” e soprattutto il “turpiloquio” di questa. Con Guido purtroppo scompare anche il miglior vino Moscato servito a Vasto.
Mitiche e quindi da ricordare sono le famose cantine del “Matto Cardone” e di “Cicpallette” . Della prima si ricorda l’aneddoto di un forestiero che chiedendo ad un tale dove fosse la cantina del “Matto Cardone” si sentì rispondere: “Il matto sono io, la cantina è quella”. La cantina di Cicpallette invece era così famosa nell’immaginario collettivo che, negli anni Settanta, noi giovani denominavamo così un’altra cantina, in realtà del Signor Palucci, posta a Palazzo Palmieri, lato piazza Rossetti. Risaliti dalla spiaggia con la “machinetta” si scendeva proprio davanti all’ingresso di questa cantina. Col tremendo caldo di agosto, intorno all’una non c’era niente di meglio che fermarsi a bere un bicchiere di “Spuma Ok” o una “gazzosa”. Queste bibite, rigorosamente ghiacciate (da spaccare denti e stomaco), costavano dalle 20 alle 50 lire e a quell’ora erano molto meglio di un gelato. Tante erano le cantine dove talvolta i bambini si recavano nel tardo pomeriggio assieme al nonno, a guardare i “vecchietti” che “facevano” la Passatella e schiamazzavano schernendosi pe “lu sbattarille”. Io ricordo la cantina di Cicuruille, quella della famosa gazza addestrata, posta in un fossato presso quello che era uno spazio verde ed ora è Piazzale Histonium. Ricordo inoltre quella de “La Pelosa” in via Santa Maria, quella di “Cicilella” in vico Storto del Passero, quella di “Donna Bbianca” a la “Cavuta”, quella di “Zì Lorenze” a corso Dante, ma parlando con i miei compagni di scuola della Domus Pacis, ne vengono fuori tantissime come: Pungicalette, Biagille, Amedeo, Angiuline, Capricchione  ……..

Più informazioni su