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Processo Prospero-Soria, nullità del rinvio al giudizio: si torna dal Gup

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VASTO – Si ricomincia daccapo. Torna in mano al giudice per le udienze preliminari, a Vasto, il processo relativo all’inchiesta sul presunto voto di scambio, che vede coinvolti il consigliere regionale Antonio Prospero e il consigliere comunale Nicola Soria (Pdl) e altre quattro persone: i loro figli Francesco e Antonella, l’ex assessore comunale Rosanna Porcelli e Alberto Marrone, vigile urbano in servizio presso il Comando di Piazza Rossetti. Tutti e sei erano stati rinviati a giudizio il 21 giugno scorso.

Nei loro confronti pendono, a vario titolo, le accuse di concussione, abuso d’ufficio e utilizzo improprio di cellulari istituzionali. Le indagini riguardano fatti che si sono verificati tra il 2004 e il 2005 e sono finalizzate ad accertare se siano stati concessi dai due politici favori ad alcuni cittadini durante la campagna elettorale per le regionali del 2005.

Stamani l’udienza dinanzi al Tribunale collegiale, composto dal presidente Antonio Sabusco e dai giudici a latere Fabrizio Pasquale ed Elio Bongrazio. In aula gli avvocati di Prospero e Soria, Giovanni Cerella e Arnaldo Tascione, hanno “eccepito la nullità del decreto di citazione in giudizio per un errore nella formulazione dei capi d’imputazione nei confronti del figlio di Prospero”, dice Cerella, che aggiunge: “Nel decreto di rinvio a giudizio erano, infatti, ipotizzate alcune fattispecie che possono essere riferite solo ai pubblici ufficiali”.

Il Tribunale, con il parere favorevole del pubblico ministero, Giancarlo Ciani, ha rinviato il procedimento al Gup, che dovrà fissare la data di una nuova udienza preliminare.

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