vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Santoro: "Al Rossetti non si faccia solo musica, ma anche teatro"

Più informazioni su

VASTO – Dall’autore e regista teatrale Biagio Santoro riceviamo e pubblichiamo:

“Da quando è stato riaperto il Teatro Rossetti sono state portate modifiche profonde al tipo di spettacoli ammessi alla fruizione del pubblico, un fatto davvero singolare per un Teatro Comunale, a detta di qualche Amministratore e altre persone della Cultura Vastese doveva diventare un Teatro di Elite.
Detto e fatto, dalle assemblee condimoniali ai saggi di associazioni e persone che con lo spettacolo e la musica non avevano niente a che fare, riunioni per attirare adepti per il multi level aziendale, invasioni di bambini che attaccavano le gomme da masticare alle preziose poltrone, si è passati a proporre spettacoli, concerti e monologhi ad un cerchio ristretto di fruitori.
A sostegno di questa scelta si accodano anche Associazioni che sono nate per aiutare il Teatro Rossetti ma che si limitano a procacciare abbonamenti per la stagione musicale.
A farne le spese di questa realtà sono le migliaia di persone che non possono sobbarcarsi i costi di Stagioni teatrali al Globo, concerti dei big all’Arena, persone che d’inverno potevano divertirsi anche a basso costo.
E’ verissimo che prima si era arrivati ad un punto che “ci entravano cani e…” ma da qui a passare ad un Teatro per pochi intimi il passo è stato troppo lungo, il decidere che il teatro dialettale non è proponibile perché è di serie B o forse C è davvero fuori ogni logica, dimentichiamo che scrittori come Goldoni, Eduardo de Filippo, Eduardo Scarpetta e tantissimi altri hanno fatto ridere e divertire per secoli e lo faranno ancora, scrivendo e facendo parlare i personaggi nel loro dialetto.
Chi è stato penalizzato di più sono le Associazioni teatrali amatoriali vastesi che quando andavano al Rossetti totalizzavano anche otto repliche di una commedia, Compagnie amatoriali come “ I due pini”, la “Principe de Curtis”, il “Gruppo San Paolo”, “la Cungarelle” hanno divertito fiumi di Vastesi e spettatori provenienti da altre Regioni con il dialetto e da qualche anno gielo impediscono.
Altri Comuni incentivano il Teatro amatoriale perché è una risorsa, tiene vive le tradizioni, la “lingua”, insegna ai giovani, fa bene ai cervelli di tutte le età, organizzano rassegne teatrale impegnando cospicui fondi per il Teatro mentre da noi chi  recita deve sobbarcarsi molte spese di allestimento e per le rappresentazioni, non potendo più sensibilizzare il pubblico ad andare a Teatro con spettacoli a costi bassi e sano divertimento”.

Più informazioni su