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Metalmeccanico, salvati 100 posti di lavoro tra Gissi e Monteodorisio

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VASTO – C’è il gradimento di Fiom Cgil e Fim Cisl alla ristrutturazione finanziaria di quattro aziende del Chietino, Valsinello srl, Teknolamiere srl, Automotive G.M. srl e Valsinello Group srl, che danno lavoro a più di cento addetti.

Il piano di salvataggio è stato presentato ieri alle parti sociali dal dottor Nicolino Di Nicola nel suo studio di Sambuceto, presenti Giuseppe Fontana della Confindustria di Chieti e Giovanni Di Martino del nuovo management aziendale. Il piano, avviato nel maggio scorso, sarà ora presentato ai creditori e al sistema bancario, la cui adesione è fondamentale per la sopravvivenza dei siti produttivi di Gissi e Monteodorisio.

Il progetto di salvataggio prevede il consolidamento delle passività a breve termine, con finanziamento a medio e lungo termine verso banche, fornitori, erario, istituti previdenziali e fondi
previdenziali.

“Sulla riorganizzazione – fa sapere Mario Codagnone della Fiom – il piano prevede una profonda ristrutturazione dell’organigramma del gruppo con la liquidazione volontaria delle società Leomar srl e Valsinello Group srl, la rinuncia alla procedura di liquidazione di Automotive srl e la sua  successivaincorporazione nella Valsinello slr allo scopo di operare sul mercato con un solo marchio, nonché di ottenere una riduzione dei costi amministrativi e gestionali.

Per soddisfare gli impegni che si andranno ad assumere è evidente che il fatturato e i margini dovranno crescere in misura sensibile già con il 2011, dando atto che sono stati condivisi quattro segmenti commerciali: impiantistica industriale, impiantistica civile e grandi opere, componenti indefiniti per meccanica in generale, componenti per arredo urbano ed energie alternative e “road care”. Le organizzazioni sindacali e le rsu condividono gli obiettivi del piano che restituisce speranza per la rinascita del Gruppo Valsinello, assicurando il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, anche in considerazione delle problematiche che esistono nell’area industriale di Gissi che creano notevoli disagi alle famiglie del comprensorio”.

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