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I fumetti per raccontare i Rossetti: dal 18 dicembre a Palazzo D'Avalos

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VASTO – La mostra I Rossetti a Fumetti, che si terrà a Vasto dal 18 dicembre al 7 gennaio a Palazzo D’Avalos, è un omaggio ai protagonisti della stagione preraffaellita attraverso il linguaggio innovativo del fumetto, quale possibilità di illuminare gli aspetti più rivoluzionari e anticonvenzionali della loro arte, come della loro vita.
Si ruota attorno al secondo numero della rivista G.I.U.D.A. (Geographical Insitute of Unconventional Drawing Arts), progetto di Gianluca Costantini, instancabile sperimentatore della nona arte, che riunisce talentuosi giovani disegnatori e artisti storici della contestazione a fumetti.
Nel secondo numero, gli ospiti inconsapevoli delle mappe visive del gruppo coordinato da Gianluca Costantini, sono i Preraffaelliti. I giovani inglesi, insieme a Dante Gabriel Rossetti, crearono in epoca vittoriana un mondo osteggiato dalla critica d’arte tradizionale, fatto non solo di scelte stilistiche che partivano da una forte consapevolezza del rapporto tra rappresentazione e simbolismo, ma anche di poesia, di letteratura e soprattutto delle vite stesse dei suoi protagonisti. Sulle biografie degli artisti, sul loro essere una geografia sentimentale che spesso ha composto destini intrecciati, si sono concentrati i disegnatori di G.I.U.D.A. William Morris, che fu intenso artigiano della tappezzeria e socialista della prima ora insieme alla figlia di Marx, lo stesso Rossetti, poeta prima che pittore, dedito al laudano e alle donne. Gli artisti e le artiste dell’epoca si incontrano nelle pagine della rivista preavanguardistica G.I.U.D.A. per parlarsi attraverso il linguaggio del fumetto. Insieme alle opere del gruppo di disegnatori coordinato da Gianluca Costantini, che comprende opere di Armin Barducci, Ciro Fanelli, Angelo Mennillo, Rocco Lombardi, Robert Rebotti-Jacklamotta, Alice Socal e del collettivo spagnolo El Cubri, con testi di Elettra Stamboulis.
Verrà esposta una significativa selezione delle opere di Roberto Marchionni, in arte Menotti, e di Chiara Moriconi, per arricchire l’indagine sull’universo preraffaellita di altri originali punti di vista. Le vignette di Chiara Moriconi fanno riferimento all’aspetto più umoristico che coinvolge la cerchia dei Rossetti: suoi illustri antecedenti possono rintracciarsi nelle affettuose caricature che  Max Beerbohm dedicò alla prolifica famiglia nel libro Rossetti and his circle, o negli stessi disegni umoristici di Dante Gabriel, come pure nella tradizione dell’illustrazione per l’infanzia di cui Cristina fu importante riferimento con i suoi scritti.
Differente l’approccio di Menotti che non utilizza direttamente gli artisti dell’epoca preraffaellita come soggetto delle sue opere, ma si serve liberamente del loro ricco patrimonio grafico e iconografico, sintetizzato e trasceso dall’opera rivoluzionaria di Aubrey Berdsley, per elaborare un personale approccio all’arte del fumetto.  In particolare verranno esposte illustrazioni e tavole dalle sue “Storie Tapine”, apparse sulle riviste «Comic Art» e «Frigidaire» tra gli anni 80 e 90. Completeranno il quadro della mostra riproduzioni documentarie riguardanti la famiglia Rossetti.

L’inaugurazione della mostra si terrà il 18 dicembre alle 19,30 presso la Sala del Museo Archeologico di Palazzo D’Avalos (Vasto). Saranno presenti gli autori Gianluca Costantini, Elettra Stamboulis, Chiara Moriconi e Menotti.
          
Franco Sacchetti

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