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Processo autovelox, secondo rinvio: udienza preliminare il primo marzo

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VASTO – E’ ancora un difetto di notifica nei confronti di tre indagati a far slittare l’udienza preliminare del processo sui presunti abusi nell’utilizzo dell’autovelox lungo la Statale 650 Trignina.

Stamani il Gup del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, avrebbe dovuto decidere se rinviare a giudizio i 16 imputati dell’inchiesta condotta dalla procura insieme ai carabinieri della Compagnia di Atessa, competenti sui comuni di Castiglione Messer Marino e Schiavi di Abruzzo. Pubblici amministratori, vigili urbani e tecnici devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, concorso in truffa aggravata, abuso d’ufficio, peculato e violazione dell’violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di operare nel rispetto del principio di imparzialità.

Verificato il difetto di notifica della convocazione di alcune persone coinvolte, il giudice ha dovuto far slittare l’udienza al primo marzo 2011.

“Mi appello al presidente del Tribunale”, Antonio Sabusco, “affinchè i tempi si riducano notevolmente”, commenta amareggiato Antonio Turdò, presidente del comitato Pro Trignina, costituito nel 2009 per ingaggiare un braccio di ferro con i Comuni dell’entroterra per l’utilizzo di autovelox imboscati lungo la Trignina. Forti perplessità vengono sollevate dal sodalizio anche sul modello di rilevatore della velocità Velomatic 512, che recenti sentenze hanno giudicato non in regola con la normativa vigente.

Turdò annuncia un esposto alla Corte dei conti e denuncia quello che ritiene “un tentativo della politica di insabbiare il processo”.

 

 

 

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