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Storia di uno straniero regolare: "A Vasto più burocrazia che a Roma"

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VASTO – “A Vasto c’è più burocrazia che a Roma”. E così, capita a uno straniero residente in Italia da 17 anni con un permesso di soggiorno permanente di ricevere una lettera in cui gli viene annunciato che rischia di essere cancellato dall’anagrafe.

Succede a I., originario della Slovacchia, entrata nel 2004 a far parte dell’Unione europea. Ha scritto all’Aduc, associazione per i diritti degli utenti e consumatori, una mail pubblicata sul sito http://www.aduc.it/: “Vivo in Italia dal 1993, sono in possesso del ‘vecchio’ permesso di soggiorno permanente dal 2001. Fino al 22 dicembre 2008, ero residente a Campobasso”, dove “avevo lavoro (premetto che non mi hanno chiesto l’attestato di regolarità di iscrizione anagrafica). Dal 22 dicembre 2008, mi sono trasferito a Vasto, dove ho acquistato una casa e, ahimé, mi sono trovato senza lavoro. Al momento del cambio della residenza ho esibito il mio permesso di soggiorno permanente e ho aspettato la visita del vigile e tutto è andato bene (non mi hanno detto e nemmeno richiesto di fare l’attestato di regolarità di iscrizione anagrafica e, purtroppo, io non lo sapevo che dovevo farlo.). Oggi, dopo due anni, mi arriva una lettera per posta ordinaria (nemmeno per raccomandata): ‘Qualora la S.V. non si presenterà entro…sarà cancellata dall’anagrafe dei residenti di questo Comune’. Mi dicono che non ho chiesto il famoso attestato di regolarità”, ma “ripeto – afferma Ivan – non lo sapevo e nemmeno me lo hanno chiesto due anni fa. La lettera consta di una serie di documenti da presentare. Hanno diritto di chiedermi buste paga, contratto e sopratutto pagare tanti bolli, visto che ho un permesso di soggiorno permanente?”.

L’emigrante slovacco si è, dunque, imbattuto nei controlli svolti dal Comune di Vasto e dalla polizia municipale per stanare i “falsi residenti”: persone che hanno acquistato in città la casa per le loro vacanze e cercano di acquisire la residenza (per sé o per i propri familiari) per evitare il pagamento dell’Ici sulla seconda abitazione, visto che sulla prima è stato abolito. Nel 2009, erano stati scoperti circa 400 “falsi vastesi”.

In città i residenti regolari sono circa 41mila. Ma Ivan cita anche le procedure previste dal Comune di Roma, dove “il cittadino comunitario già in possesso di un titolo di soggiorno in corso di validità (carta o permesso) deve recarsi al Comune di residenza per la sola verifica della dimora abituale, senza presentare nessun altro documento”. La risposta dell’Aduc: “Se ha la carta di soggiorno, ormai non ha oneri di dimostrare, se non la presenza anagrafica sul nostro territorio”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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