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La pronipote di Della Penna: "Ex asilo, una colletta per riaprirlo"

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VASTO – Una raccolta fondi per ristrutturare e destinare a finalità sociali l’ex asilo Carlo Della Penna di Vasto. La proposta è di Maria Di Falco, pronipote del filantropo che donò al Comune di Vasto lo stabile di via Madonna dell’Asilo.

Scrive la donna, che vive a Roma, in una lettera all’architetto Francescopaolo D’Adamo: “Dopo aver letto l’articolo sulla pubblicazione Camminando insieme”, il periodico gratuito di cui è editore il consigliere comunale Luigi Marcello (Pdl), “ho pensato che poteva essere una buona idea quella di costituire un’associazione culturale denominata Amici dell’asilo Carlo della Penna, la cui finalità è quella della conservazione della memoria e delle opere di un vastese dall’animo filantropico e in particolare la difesa della destinazione pubblica dell’immobile”.

Un sodalizio che abbia come scopo “convogliare l’opinione pubblica verso un obiettivo ben preciso e fare pressione sui politici vecchi e nuovi e fare in modo che le loro scelte rispettino la volontà dei cittadini. Mia madre cinque anni fa raccolse molte firme”.

La ristrutturazione della scuola, chiusa dopo il terremoto dell’aprile 2009, si può attuare tramite una raccolta fondi tra i cittadini: “Se all’atto dell’adesione – sostiene Maria Di Falcio – all’associazione culturale le persone versano uno o due euro come minimo (se mille persone aderiscono sono già 10mila euro), si potrebbe finanziare il miglior progetto di ristrutturazione, messa a norma degli impianti e adeguamento energetico dell’immobile (posa in opera di pannelli fotovoltaici, superfici radianti e tutto quanto la moderna edilizia conosce in campo di miglioramento e risparmio energetico) a cura, ad esempio, della Facoltà di architettura di Pescara, da presentare al comune di Vasto e ad altri soggetti istituzionali, con indicazione dei costi. Con i soldi raccolti si potrebbe premiare il miglior progetto stilato da studenti e professori della facoltà”.

Stilare un progetto e poi chiedere, attraverso il Comune, un finanziamento alla Cassa depositi e prestiti, l’ente finanziario, controllato al 70% dal Ministero dell’Economia, che presta alle amministrazioni comunali i soldi necessari a realizzare opere pubbliche. Questa l’idea della Di Falco.

“Se la risposta è negativa nel senso che la situazione del bilancio del Comune di Vasto non permette la richiesta del prestito alla Cassa – ipotizza la pronipote di Carlo Della Penna – si potrebbe coinvolgere la Fondazione della Cassa di Risparmio di Chieti. Le Fondazioni per statuto sono tenute a investire in opere di carattere sociale. Quindi, un progetto serve averlo. Se la Fondazione o altri istituti bancari fossero disposte a investire dei soldi nella ristrutturazione dell’immobile si potrebbe anche pensare che una parte della casa del guardiano (ad esempio, il piano terra) possa essere adibita a sportello bancario dello stesso istituto di credito che eroga i fondi”.

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