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Città satellite, la società rilancia: "Torneremo a spiegare il progetto"

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VASTO – “Se avrò tempo, nei prossimi giorni continuerò questa illustrazione” del progetto di città satellite in località Colle Pizzuto, a Vasto, “ricominciando dalla base dell’iniziativa, al fine di dare luce a tutti quegli aspetti che non si sono potuti chiarire nella presentazione organizzata dagli amministratori di Vasto”. Lo scrive in una nota Maria Ida Di Giuliani, commercialista che ha illustrato il 9 dicembre scorso, nel convegno all’auditorium San Paolo di Vasto, gli aspetti economici del progetto che riguarda la costruzione, al confine con San Salvo, di alloggi per 1800 persone con aree verdi, campi sportivi e locali commerciali nell’area in cui dovrà sorgere il futuro ospedale comprensoriale. Un piano integrato già fonte di polemiche politiche in una città che ha vissuto negli ultimi anni un forte sviluppo edilizio e in cui si contano oltre 3mila alloggi sfitti.

In questa iniziativa, che vede convergere la vastese Sgm e la Medaf Italia di Roma, precisa la professionista romana originaria di Ovindoli, “il mio ruolo è quello di” elaborare le “strategie
economiche per l’acquisizione delle risorse e di controllo della spesa. Sono quindi indipendente dalla Medaf. Sono professionista autonoma incaricata dei profili sociali, economici e finanziari da parte della Sgm srl che, offrendo una somma così rilevante, come 31 milioni di euro, per i costi delle strutture pubbliche secondo urbanizzazione, strade, snodi, rotonde, giardini, nonchè saldare al Comune il costo delle aree di cui lo stesso è proprietario, ha necessità ovviamente di una programmazione economica”, mentre la Sgm si è prefissa di “acquistare le aree del Comune per 50 euro al metro quadro anziché i 20 euro del prezzo di gara”.

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