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Vasto in musica /12. "Indieway Festival", diario di una serata

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VASTO – 10 dicembre, prima edizione dell’Indieway Festival, occasione per vedere sul palco dell’Almanach alcune band del panorama indipendente locale. Dopo aver lasciato decantare le emozioni della serata abbiamo chiesto a Fabrizio Avantaggiato, tra gli organizzatori della serata di raccontarci questo appuntamento in una sorta di diario , in una puntata speciale di Vasto in Musica.

ore 16:30 – Almanach Bierkeller vuoto, Gino e Fabrizio nel retro stanno mettendo a posto le ultime cose, nell’aria musica rock anni 70. Si comincia montando l’impianto, si fa conoscenza con gli altri gruppi che uno alla volta si alternano sul palco per il sound check. Nel frattempo sono arrivati anche i BlastNest da Bologna e un paio di altri amici da vari posti d’Italia. Ok, check out tutto a posto.

ore 21 – Il locale comincia a riempirsi, Fabrizio La Viola prepara un buffet per le band nella saletta col pianoforte. Si ride, si scherza e si parla di musica con una pinta di bionda in mano.

ore 22:30 – Si parte, luci spente, salgono i Paper Beats Stone, questi ragazzi sono giovani ma ci sanno fare, la folla si accalca da dietro non si vede più nulla, comincia il 4/4 della batteria, è martellante, parte il basso sintetizzato, la gente urla e salta, è un bel casino. Un paio di cover indie rock e poi due pezzi propri.

Giammaria di Alternative Machine 2.0 copre il buco tra un cambio palco e l’altro con dell’ottima musica brit. Il ritmo è incessante non c’è il tempo per sedersi, si continua a saltare.

Il resoconto fotografico della serata è affidato alla creatività di Don Calisto che per tutto il tempo si insinuerà tra le band sopra e sotto il palco per non tralasciare nessun dettaglio.

ore 23.00 – Io e la mia band, Il Circo delle Ballerine, non perdiamo tempo e siamo già sul palco, la musica è forte, grintosa. Non sto fermo un attimo, salto, cado, mi rialzo, scivolo tra la folla, quattro pezzi suonati col cuore, un’esplosione di energia. Il Circo conclude dedicando una canzone all’Almanach, canzone che scrissi un po’ di anni fa dopo una serata stupenda passata in compagnia della musica live proprio in questo magnifico locale.

Alternative Machine 2.0 riparte con la selezione, stavolta più electro rock.

ore 23.30 – Kamelia di Fabio Neri, l’atmosfera si fa più calma, si apre una parentesi cantautorale dal sound comunque aggressivo. Tastiere, violino e distorsioni si alternano costruendo pezzi dalla dinamica variegata in un continuo piano forte di musica e parole.

Cambio palco, Giammaria fa da collante e lancia un pezzo degli AC/DC quasi ad introdurre la prossima band.

ore 00.00 – BlastNest sul palco, il sound cambia radicalmente, influenze trash stoner si sentono alla grande. E’ lo spazio per il metal, il cantante ringrazia per l’invito e spinge all’estremo la voce, è un genere che non va tanto per il sottile. Headbanging collettivo.

Il dj set non perde tempo e nell’attesa del cambio riparte con la selezione Rock, stavolta c’è spazio anche per qualche pezzo italiano e qualche ballata moderna dal carattere folk.

ore 00.30 – Old Boy & Frankie Daniels salgono sul palco, formazione con due chitarre acustiche, si riportano alla luce vecchi classici Blues, la voce calda di Frank ricorda quella dei mostri sacri del rock n roll anni ’50, si contrappone ad essa la voce di Claudio, urlata e senza mezze misure. E’ una mescolanza di Blues, Folk, Rock’n’Roll e Grunge, pura espressione. La band si diverte alla grande, suonano pezzi ad oltranza, la gente partecipa in piedi senza fermarsi mai.

ore 1:00 – In chiusura l’atmosfera è la stessa dell’inizio, la gente si accalca e si gode lo spettacolo. Parte la jam session, si scambiano gli strumenti, Claudio Carluccio passa alla batteria (e se la cava alla grande), Mattias dal basso passa alla chitarrra acustica, Fabio Neri risale sul palco insieme a Frank e la serata si conclude con un paio di cover degli Afterhours e uno stupendo “Rocking in a free world” cantato tutti insieme band e pubblico.

Siamo agli sgoccioli, Giammaria si prende un bel quarto d’ora per proporre altri pezzi sulla scia della jam finale. Solo allora il locale comincia a svuotarsi e si comincia a smontare. alle 3.30 gli strumenti sono in garage e siamo tutti a casa.

testo di Fabrizio Avantaggiato

a cura di Giuseppe Ritucci

Nella Galleria Fotografica gli scatti di Don Calisto, che ha raccontato la serata in immagini.

 

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