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Dossier del Wwf: "Vasto è un laboratorio della speculazione edilizia"

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VASTO – “Un laboratorio della speculazione edilizia, e delle infiltrazioni criminali, è Vasto, consegnata alla totale cementificazione dall’attuale Piano Regolatore Generale, approvato diversi anni fa ma ancora al centro delle discussioni politiche cittadine. Un Prg che ha immerso la città in un’immensa colata di cemento, rendendo di fatto impossibile una corretta gestione del territorio. Una cementificazione selvaggia che ha saccheggiato e devastato la città e le sue bellezze e che sembra senza freno”. Inizia così un pesante documento pubblicato su internet dal Wwf, che riassume nel titolo la battaglia lanciata dagli ambientalisti contro la cementificazione: Vasto, laboratorio della speculazione edilizia, arriverà una Histonium 3? Il riferimento è alle due operazioni Histonium, con cui magistratura e carabinieri hanno scoperto e arrestato i membri di un’organizzazione criminale appartenente alla ‘ndrangheta calabrese.

L’edilizia. Il documento, pubblicato sul blog ambientalista i colibrì e trovato da Vastoweb, chiede uno stop alle colate di cemento in una città in cui “la speculazione c’è e appare irrefrenabile. Migliaia di appartamenti sono totalmente invenduti. E in molti punti della città appaiono cartelli con i sigilli dell’autorità giudiziaria”.

La città satellite. Il Wwf si schiera contro il progetto di città satellite presentato dalla vastese Sgm e dalla romana Medaf Italia: 150 milioni di euro per costruire un quartiere con alloggi per 1800 persone a Colle Pizzuto, nella zona in cui si trovano i terreni per la realizzazione del nuovo ospedale. Le società proponenti precisano che il piano prevede anche campi sportivi, chiesa e verde pubblico, ma per gli ambientalisti non basta: “Dopo oltre vent’anni è stato presentato un nuovo progetto per la costruzione di una città satellite a sud della città, al confine con San Salvo (che, tra le altre cose, già soffre la presenza di analoghi agglomerati urbani). Un progetto che ha già incontrato una fortissima opposizione politica. In una città con le previsioni del Prg totalmente sovradimensionate rispetto alla realtà (sostanzialmente tra quanto previsto nel Piano e la realtà la forbice è di quasi ventimila abitanti…), dove circa 3000 appartamenti sono disabitati, dove in intere zone della città è stato finora impossibile garantire la costruzione di strade e la fornitura dei servizi essenziali (basterebbe fare una visita in alcuni quartieri a pochi passi dal centro per trovare autentiche “cattedrali nel deserto” mentre in altri, come contrada Montevecchio, aumentano gli allarmi per frane e smottamenti) non si spiega come sia possibile prevedere la costruzione di altre migliaia di alloggi”.

Il Parco nazionale. “In questo panorama – si legge nel documento – sconcerta ed appare sempre più assurdo il panico che sembra suscitare tra alcuni esponenti politici ed operatori economici la previsione di realizzare (finalmente, dopo un’attesa ormai decennale dalla sua istituzione!) il Parco Nazionale della Costa Teatina. Un panico espresso, anche negli ultimi mesi, soprattutto dal partito del cemento che ha consegnato Vasto alla sua attuale situazione urbanistica. Nel settembre scorso, a ridosso di un Consiglio Comunale che avrebbe dovuto discutere della perimetrazione cittadina del Parco, alcuni esponenti politici hanno pubblicamente preso posizione contro la sua realizzazione, chiedendo allarmati se sia conveniente e, con accuse demagogiche e strumentali (assolutamente non supportate dai fatti che, anzi, evidenziano esattamente l’opposto) se non ingesserebbe lo sviluppo del territorio”.

Gli altri progetti. Non sono passati molti mesi da quando abbiamo esultato per la bocciatura del progetto di porto turistico alla foce del torrente Lebba che un’analoga “follia” (come l’ha definita il presidente dell’Arci Lino Salvatorelli, giudizio condivisibile e da sposare in toto) si sta abbattendo sulla costa vastese: un progetto di porto turistico (leggermente ridimensionato nel numero dei posti barca) a sud della Città, tra le località Trave e Casarsa. Una nuova inaudita aggressione al territorio in una zona di notevolissima bellezza (già compromessa e minacciata da svariate costruzioni) che sarebbe dovuta diventare Riserva Naturale già da diversi anni”.

“Ma non è finita. In piena zona industriale, a pochi passi dalla Riserva Naturale di Punta Aderci, insistono due progetti di centrale a biomasse. Alcune fonti parlano addirittura di una possibile terza”.

Giuseppe Ritucci – giusepperitucci@yahoo.it

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