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Vertenza manutentori, Cobas: "La Pilkington assuma i lavoratori Cesi"

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SAN SALVO – La Pilkington sciolga il contratto di appalto cooperativa Abruzzo Service/Cesi e ne assuma gli oltre cento lavoratori che, senza stipendio di novembre, hanno già scioperato più volte durante le ferie natalizie. Lo chiede lo Slai-Cobas alla dirigenza della multinazionale giapponese che produce vetro per auto nella zona industriale di San Salvo.  

“Il malessere dei lavoratori della cooperativa – afferma Domenico Ranieri, segretario provinciale del sindacato – si ripercuote inevitabilmente sulla situazione igienico-sanitaria di tutto lo stabilimento e, poiché questi sono entrati in uno stato di agitazione a lungo termine, tutto ciò tenderà ad aggravare una situazione già al limite della liceità e con seri rischi per la salute di tutti i lavoratori dello stabilimento Pilkington di San Salvo.
Questo grave contesto ha creato già i presupposti per una dura contestazione che potrebbe sfociare in uno sciopero più che giustificato, che non andrebbe di certo a risolvere i problemi riguardanti la pulizia dello stabilimento e le condizioni economiche di chi, da giorni, manifesta davanti ai cancelli della Pilkington”. Per garantire il pagamento degli stipendi, lo Slai-Cobas lancia la proposta di attuare una “raccolta fondi su base volontaria” e chiede all’azienda di Piana Sant’Anglo “la risoluzione definitiva dell’appalto con Abruzzo Service/Cesi”, oltre a “riassorbire tutti i lavoratori della cooperativa”.

Ranieri chiede un’ispezione della Asl e del Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro perché “ciò sta comportando inevitabili ripercussioni negative sulla situazione igienico sanitario di tutto lo stabilimento, con seri rischi per la salute di tutti i lavoratori che prestano la loro opera nel sito Pilkington di San Salvo”, dove gli operai “sono impossibilitati ad entrare nei bagni e nelle docce, poiché sommersi di rifiuti di ogni genere, nello stesso tempo si vedono in giro cassonetti stracolmi di rifiuti, scarti di serigrafia non ritirati, imballi di legname disseminati ovunque ed è persino limitata la viabilità sugli impianti”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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