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Napolitano, consigliere comunale: "Lascio il Pd, ma mi ricandido"

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VASTO – “E’ difficile che io possa tornare sui miei passi”. Traduzione: addio Partito democratico. Giuseppe Napolitano lascia il Pd, ma “è mia intenzione ricandidarmi”, annuncia il consigliere comunale, che non chiarisce con chi: “Vediamo”, si limita a dire. Ora è in bilico la maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale, che fino a ieri si reggeva su un solo voto di vantaggio sul centrodestra: 16-15. Napolitano annuncia la sua autosospensione in un comunicato stampa, in cui parla di “divario sempre maggiore tra il partito e la città”.

Nel 2006, alla prima candidatura, conquista un seggio in Consiglio con 209 voti nella lista della Margherita, poi confluita nel Pd. A ottobre del 2009, viene annunciata la sua adesione al gruppo consiliare di Vasto al centro, insieme a La Verghetta, Nicola D’Adamo e Di Paolo. Il giorno 7, Napolitano aveva decide di lasciar perdere e tornare tra i Democratici. Poi, alla fine di aprile del 2010, nuove voci su un suo abbandono. Il giorno 30 lui stesso, dopo aver votato a favore del bilancio di previsione, in aula prende la parola: “Dopo tutto quello che si è detto e scritto, resto fedele al mandato conferitomi dagli elettori”, garantisce. Ora il ripensamento.

“Ho tentato fino alla fine – scrive il consigliere – sottoscrivendo il documento di richiesta delle elezioni primarie, di restare aggrappati ad una speranza, quella della partecipazione democratica e delle scelte decise dalla base; ma, ormai, appare anche inutile sottolinearlo, la grottesca decisione dell’ultima assemblea, mi costringe ad un passo sofferto ma ineluttabile. Una assemblea degli iscritti convocata, quale organo sovrano, per decidere sul futuro del partito, con la maggioranza degli iscritti che presentano un documento e le relative firme a sostegno delle primarie ed il risultato, davvero incredibile per chi mal sopporta le alchimie partitiche, che quella stessa assemblea non decide più nulla e rinvia la decisione di merito alle segreterie provinciali e regionali.

Allora mi chiedo, a cosa è servito il dibattito lungo e logorante dentro l’assemblea cittadina dei mesi passati? Cosa vengono convocate a fare più di 250 persone per decidere sul nulla? E soprattutto, cosa sanno di Vasto i vertici regionali del partito che non sappiano tanti Vastesi iscritti al Pd? Perché mortificare in questo modo le intelligenze e le responsabilità di tanti dirigenti e iscritti locali? Appare chiaro, ormai, che le ragioni sono altre, forse le stesse che hanno portato, nel corso di questi anni, la maggioranza in Consiglio comunale a perdere – sottolinea – diversi, troppi consiglieri”.

Molino: “Resto nel Pd”. “Sono voci messe in circolazione ad arte”. Domenico Molino ribadisce: “Non ho alcuna intenzione di lasciare il Partito democratico”. Per il partito più grande del centrosinistra si avvicinano le scelte importanti. La questione ruota attorno alle primarie. Molino è uno dei sostenitori del referendum tra gli elettori perché siano loro stessi a decidere chi sarà il candidato sindaco alle elezioni amministrative della prossima primavera. Se primarie saranno, l’assessore alle Finanze sarà tra gli aspiranti leader. Non lo ha mai nascosto.

Ma negli ultimi giorni sono tornate a farsi insistenti le voci che lo vorrebbero pronto ad abbandonare il Pd nel caso in cui la scelta dovesse ricadere direttamente sul sindaco in carica, Luciano Lapenna, senza passare attraverso la consultazione popolare. “Sono voci destituite di fondamento e messe in circolazione volutamente da qualcuno. L’ho già detto proprio in un’intervista video a Vastoweb: sono del Partito democratico, credo in questo progetto, e non ho alcuna intenzione di abbandonare. Sono altresì convinto che nel Pd sia necessaria una spinta verso il rinnovamento della classe dirigente”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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