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Poste lumaca, postino replica: "Non è colpa mia. Ora sto allo sportello"

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VASTO – Non ve la prendete con me, io non faccio più il portalettere. Ora sto allo sportello. Il postino risponde alle polemiche sulla corrispondenza che arriva in ritardo nel centro di Vasto e a Vasto Marina: bollette scadute, lettere che impiegano oltre 20 giorni nonostante vengano spedite in città e debbano arrivare in città. Come gli auguri di Natale inviati dal centro storico il 14 dicembre e giunti nella località balneare (2 chilometri di distanza) il 7 gennaio, quando ormai le feste sono finite. Disservizi che i cittadini subiscono dovendo sborsare per le bollette somme maggiorate con gli interessi di mora. Come se non avessero voluto pagare.

La replica. “Non svolgo più l’attività di portalettere. Sono stato promosso alla sportelleria. Questo è il motivo per il quale non mi si vede più in giro per la città antica e alla marina”, dichiara Antonino Spinnato, che è anche segretario provinciale del sindacato Failp Cisal. Dopo aver appreso delle polemiche, esce subito allo scoperto e si rivolge ai “dirigenti locali di Poste italiane”, esortandoli “ad utilizzare in modo più appropriato la forza lavoro a loro disposizione, invece di scaricare le responsabilità altrove. La mancanza di persone non giustifica quello che sta accadendo”.

I disservizi segnalati ieri. Auguri natalizi spediti da Vasto che impiegano la bellezza di 24 giorni per arrivare a Vasto Marina il 7 gennaio, quando ormai le feste sono finite. Peggio ancora: bollette che giungono nelle cassette delle lettere di case e condomini quando sono scadute e, così, i malcapitati cittadini sono costretti a sborsare cifre maggiorate dagli interessi di mora. In qualche caso, come per la corrente elettrica, se non pagano immediatamente, rischiano il distacco. Regole ferree, ma solo per chi non ha nessuna colpa, visto che si vede recapitare la posta con settimane di ritardo. Succede nella città antica e alla marina.

Protestano commercianti e residenti del centro storico di Vasto che lamentano la ritardata consegna della
corrispondenza. “Sono almeno dieci giorni che aspetto il portalettere – dice Luciano Florio – tra i dettaglianti più noti di Piazza Diomede – ma di lui non c’è traccia. All’appello mancano bollette e fatture, non solo a me, ma anche ad altri colleghi”. Da Poste Italiane, nonostante l’obbligo della riservatezza imposto ai dirigenti locali, filtrano le prime ammissioni: gli addetti al recapito sono 39 e devono servire anche diversi comuni del Chietino, San Salvo compresa, ma all’appello mancano almeno tre unità. Non aiuta poi la recente promozione del portalettere titolare allo sportello. Il servizio, insomma, va potenziato. Curiosità: l’azienda cerca un addetto tra i dipendenti di ruolo per la consegna della posta di pomeriggio dal lunedì al venerdì e di mattina il sabato: senza incentivo economico, però, nessuno pare
disposto a farlo.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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