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Incendiata l'auto di Peppino Forte. Lapenna chiede: "Gesto politico?"

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VASTO – Un botto fragoroso in pieno centro abitato. Poi un secondo boato, che scuote l’uggia ovattata di una serata nebbiosa. E’ di natura dolosa l’incendio che nella tarda serata di ieri è stato appiccato all’auto di Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale di Vasto. La Ford C Max era parcheggiata in via Ettore Ianni, una traversa di via dei Conti Ricci, sotto l’abitazione del giornalista. L’allarme è scattato attorno alle 23.30. I vigili del fuoco, la cui caserma si trova a poche decine di metri dal luogo in cui è avvenuto il fatto, hanno spento il rogo. Anche se non sono state trovate tracce di liquido infiammabile, gli investigatori sono certi che si tratti di un gesto compiuto volontariamente da persone ancora da identificare.

Il fuoco ha distrutto il vano motore della macchina. I carabinieri hanno aperto un’indagine, ma per ora, almeno ufficialmente, non hanno sospetti. E’ l’ennesimo, inquietante incendio doloso in città. Questa volta ha come obiettivo la vettura di uno tra in più popolari politici di Vasto. Nei suoi confronti nel 1987, era stato compiuto un analogo attentato. Era il giorno in cui allo stadio Aragona era in programma il concerto di Vasco Rossi, poi annullato e spostato a Termoli. In quel caso nel mirino degli ignoti era finita una Fiat Ritmo bianca di sua proprietà.

Una riunione della Giunta comunale, convocata d’urgenza dal sindaco, Luciano Lapenna, per esprimere solidarietà al presidente del Consiglio comunale. Al termine della seduta, il vice sindaco, Vincenzo Sputore, ha annunciato che domani, nell’aula consiliare Giuseppe Vennitti del municipio, alle 11, si terrà una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, presieduto dal prefetto di Chieti, Vincenzo Greco. Intanto, Forte ha sporto denuncia presso i carabinieri, recandosi nella caserma di piazza Dalla Chiesa. Ieri sul posto si è precipitata anche una pattuglia della polizia. Forze dell’ordine e Procura hanno aperto un’inchiesta. “Al momento, non ci sono sospettati”, si limita a dire il capitano dei carabinieri, Giuseppe Loschiavo.

“Quello che è accaduto – commenta il sindaco, Luciano Lapenna – è un atto gravissimo con cui è stata colpita non solo la persona, ma anche l’istituzione del Forte rappresenta. Le ipotesi possono essere solo due: un gesto compiuto da un privato, oppure un atto politico legato alle prossime consultazioni elettorali? E’ un episodio che deve far riflettere tutti, al di là della solidarietà pelosa che viene espressa in queste circostanze, ma che è già un passo avanti rispetto a quanto accaduto in passato in occasione dell’aggressione subita dall’assessore alle Politiche sociali, Marco Marra” l’11 novembre 2009. “In quel caso, ci fu chi disse e scrisse che quel gesto doveva essere più violento”. Lapenna nega che in città esista un problema sicurezza: “Rimango fermo sulla mia posizione, perché quando si discute di sicurezza bisogna farlo partendo dai dati diffusi dalla Prefettura, che descrivono una città tranquilla, nonostante gli inquietanti incendi dolosi”.

Critiche arrivano da Davide D’Alessandro, coordinatore di Alleanza per Vasto, secondo cui il sindaco “indossa i panni dell’investigatore”, mentre Polis, il laboratorio politico di cui D’Alessandro è fondatore, “chiede da anni Consigli e interventi straordinari” sulla sicurezza.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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