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Furto di rame, un arresto. Scongiurata l'interruzione della linea Fs

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VASTO – Trecento chili di cavi di rame per una lunghezza totale di un chilometro. Valore commerciale: tra gli 8 e i 10 euro al chilo, per complessivi 2mila 400-3mila euro. Li ha sequestrati alla stazione di Vasto-San Salvo la polizia ferroviaria che, dopo sei giorni di appostamenti, ha arrestato per furto aggravato e interruzione di pubblico servizio Othmane Naceur, trentunenne di origini tunisine. Ha cercato di fuggire, ma è stato subito bloccato dagli investigatori. “L’intervento immediato ha consentito di evitare l’interruzione della linea ferroviaria”, spiega il vice questore Cesare Ciammaichella, dirigente del Commissariato di via Bachelet.

“In seguito a varie segnalazioni di furto di cavi, utilizzati per i collegamenti – afferma l’ufficiale di pubblica sicurezza – abbiamo intensificato i controlli sulle linee ferrate, dove i ladri agiscono con maggior tranquillità nel buio della notte.
Personale della polizia ferroviaria di Vasto unitamente a personale del Commissariato negli ultimi sei  giorni ha effettuato servizi di appostamento mirati dove i furti erano maggiormente prevedibili. Gli episodi verificatisi negli ultimi tempi avevano messo a rischio la linea. La difficoltà maggiore era quella di individuare il luogo, considerato che, in ragione della lunghezza degli snodi, i punti da coprire erano lunghissimi. Tuttavia il ladro in questione – dice Ciammaichella – si era adoperato seguendo una certa geometria nei furti, che tendeva a ripetere fino a ritenere prevedibile il colpo successivo”. Lunedì pomeriggio il blitz degli agenti, che “hanno sorpreso un uomo a caricare svariati pezzi di cavi ferroviari all’interno di un’autovettura dopo averli tranciati. Si trattava di 1000 metri di cavo per 300 chili circa di peso”, racconta Ciammaichella.

Trovati e sequestrati anche gli attrezzi: un martello, un seghetto per metalli, uno scalpello, due chiavi inglesi ed altri attrezzi specifici per tagliare il rame. Identificato e fotosegnalato dalla scientifica, l’uomo aveva un permesso di soggiorno scaduto il 15 settembre 2010 e, a suo dire, in via di rinnovo. In città molte alte altre volte si sono verificati furti di oro rosso. Gli ultimi erano stati segnalati in via Alborato, nel cantiere della nuova chiesa. Le indagini proseguono per capire la provenienza del tunisino e scoprire eventuali complici.

 

micheledannunzio@vastoweb.com 

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