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Marcovecchio (Pdl): "Sul candidato sindaco diciamo la nostra"

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VASTO – Non solo il Pdl deve essere disposto a fare un passo indietro. Anche gli altri movimenti politici alternativi al centrosinistra diano la propria disponibilità a rinunciare al candidato sindaco, in modo da sedersi tutti attorno a un tavolo e provare a costiruire la coalizione dei moderati. Un “patto histoniense”, lo chiama Manuele Marcovecchio, vice coordinatore del Pdl di Vasto, in un articolo pubblicato su Qui Quotidiano, il giornale gratuito diretto dal consigliere regionale Giuseppe Tagliente.

“Il Popolo della libertà non può abdicare in favore di altri soggetti (partiti o formazioni civiche) la funzione centrale che le appartiene”: con questa frase Marcovecchio mette i paletti lungo il cammino di un’alleanza ancora tutta da costruire. Il messaggio sembra rivolto ai candidati sindaci già ufficiali: Massimo Desiati e Nicola Del Prete. Tant’è che Davide D’Alessandro, coordinatore di Allenza per Vasto, preannuncia un comunicato di risposta.

“La città di Vasto – sostiene Marcovecchio – in questi anni, è stata governata male o, più semplicemente, non è stata governata, e sarebbe stucchevole qui sottolineare, ancora una volta, le motivazioni di carattere politico che hanno ridotto Luciano Lapenna ad essere sindaco di minoranza, potendo contare, da qualche giorno, solo su quattordici consiglieri rispetto ai ventuno di inizio mandato. Un patto, quindi, appare necessario, e non solo opportuno, per assicurare il rilancio della città. In tale contesto, il Popolo della Libertà deve assumere il ruolo guida e di responsabilità che gli compete: per essere il primo partito in Italia, in Abruzzo e in Provincia di Chieti, come risulta decretato dalle consultazioni elettorali che si sono succedute negli ultimi due anni. Per essere, anche a Vasto, partito di maggioranza relativa; per costituire, con nove consiglieri, il gruppo di opposizione più rappresentativo”.

Guidare il centrodestra allargato significa avere un ruolo decisivo “anche nella indicazione e determinazione del candidato sindaco, che tanto appassiona addetti ai lavori (e non), seppure, a mio avviso, decisiva quanto la individuazione delle cose da fare nei prossimi anni, del modo concreto in cui si intende realizzarle e della squadra di amministratori che sarà chiamata ad attuare i programmi. Sia chiaro: al tavolo delle alleanze non è consentito accostarsi con pregiudiziali e riserve mentali. Manca solo l’amalgama, che come spiegarono anni fa ad un vecchio presidente del Catania Calcio, non si può certo acquistare al mercato; nel nostro caso, essa dipende solo dalla lealtà, dal rispetto e comprensione delle ragioni altrui, dall’essere pronti a fare qualche passo indietro per prendere meglio la rincorsa e volare in alto”, ammonisce Marcovecchio.

Il nodo è ancora da sciogliere. E ora non riguarda solo il Pdl, ma tutta l’opposizione, nel caso in cui dovesse davvero prevalere l’intenzione di mettere insieme tutti i pezzi del frastagliato quadro politico alternativo a un centrosinistra che pure ha problemi analoghi: coesione e candidato sindaco.

micheledannunzio@vastoweb.com

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