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Terza auto incendiata in sei giorni, la polizia: "In giro c'è un piromane"

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VASTO – “A questo punto, sospettiamo sia un folle che va in giro a mettere fuoco alle auto. Non ci sono criteri”. In città c’è un piromane, ipotizza Cesare Ciammaichella, dirigente del Commissariato di Vasto, dopo l’ennesimo incendio doloso. E’ il quarto in questa prima metà di gennaio. Nel mirino, stavolta, è finita la Fiat Punto di S.R., 36 anni, operaio rumeno che lavora in Val di Sangro. Era parcheggiata in viale Dalmazia quando, all’1.45, la quiete della riviera è stata scossa dai bagliori delle fiamme che si levavano dalla macchina, danneggiata nella parte anteriore. Chi ha appiccato il rogo ha gettato probabilmente sul parabrezza una bottiglia di plastica piena di benzina o di altro liquido infiammabile. I residui neri della combustione del recipiente sono ancora evidenti su vetro e cofano. In un’ora i vigili del fuoco del Distaccamento di via Madonna dell’Asilo sono riusciti a spegnere il rogo. Indaga la polizia. “Il proprietario dell’auto è un operaio rumeno. Incensurato, è un lavoratore. L’ipotesi più plausibile è che in città vada in giro un piromane che si diverte a bruciare le macchine. Non ci sono criterì, né collegamenti per quello che è accaduto”, dice sconsolato il vice questore. “Sono tutti episodi scollegati tra di loro”, conferma il capitano dei carabinieri, Giuseppe Loschiavo.

Dall’inizio dell’anno, sono quattro i roghi che hanno distrutto altrettante auto tra Vasto a San Salvo. Tre negli ultimi sei giorni. Nel mirino le vetture del titolare di un bar di San Salvo Marina, del presidente del Consiglio comunale di Vasto, Peppino Forte, e della moglie di un brigadiere in servizio al Nucleo operativo della caserma di piazza Dalla Chiesa.

Tre piste investigative. Le prime indagini si sono concentrate sull’attività giornalistica svolta da Forte e su quella investigativa del militare e farebbero presumere ritorsioni personali. Martedì il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza si è riunito in seduta straordinaria nell’aula consiliare del municipio di Vasto. Non era la prima volta in cui il prefetto, Vincenzo Greco, spostava da Chieti alla sala Giuseppe Vennitti la seduta dell’organo di coordinamento delle forze dell’ordine. Nella riunione, è stata ipotizzata anche la matrice politica. Ora, però, bisogna fare i conti anche con una pista diversa delineata dalla polizia. Quella che condurrebbe a un mitomane.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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