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Libro "Nonostante Auschwitz": "Prima esiste il razzismo e poi le razze"

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VASTO – “La nostra è una società ineguale. I rapporti di subordinazione chiedono di essere motivati e il razzismo produce giustificazione alla subordinazione”. Questa,  in estrema sintesi, la chiave di lettura offerta dal prof. Alberto Burgio al suo libro, Nonostante Auschwitz, il ritorno del razzismo in Europa.

Nella sala Mattioli di corso De Parma, nell’incontro organizzato dal circolo vastese di Rifondazione comunista Sante Petrocelli, il filosofo ha parlato del grave fenomeno sociale del razzismo, concentrandosi sul nostro Paese e spiegandone le motivazioni d’esistenza, ripercorrendo la storia della modernità, passando attraverso la cruciale esperienza del periodo fascista. “ Le razze non esistono, se non all’interno del discorso razzista. Non è che prima ci sono le razze e poi il razzismo. E’ proprio il contrario: prima c’è il razzismo e poi vengono create le razze”. 

Spiegazioni, queste, articolate dal docente universitario di Storia della filosofia, nelle pagine del suo libro, in maniera molto chiara e comprensibile, pur trattandosi di un argomento estremamente complesso. “Il razzismo si instaura nelle relazioni sociali e crea contrapposizioni, meridionali contro settentrionali, bianchi contro neri, cristiani contro ebrei, e così via, traducendole in relazioni tra razze- è un altro passo della illustrazione di Burgio-. Se ci riesce proietta i rapporti di subordinazione in maniera indiscutibile. Così, una categoria di persone può legittimare il suo dominio sull’altra. Le differenze tra le persone e i popoli esistono, ma non attengono alle razze. ”.

Giuseppe Ritucci

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