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Vasto in musica /14. "Old boy in retaired", il progetto inedito

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VASTO  – Il nostro spazio settimanale dedicato alla musica, ed in particolare ai giovani emergenti del nostro territorio, ci porta ad incontrare un ragazzo, Claudio Calruccio, che sta portando avanti degli interessanti progetti, che spaziano su diversi fronti: dalla composizione alla collaborazione con altri artisti, fino ad arrivare ad un tributo ai Nirvana.

Quando nasce la tua passione per la musica?
Avevo circa 7 anni, vedevo i miei fratelli che se ne stavano sdraiati a sentire dischi dei Doors e dei Cure. All’inizio mi chiedevo come facessero a starsene lì fermi e non annoiarsi, poi.. dopo poco ho capito e non ho potuto farne a meno neanche io. Ho avuto anche grandissimi stimoli da esibizioni di gruppi locali. Mi ricordo quando andavo a vedere (le allora libere proposte musicali presentabili a “Due note a Vasto”) i Tributo Negativo, gli Hecatomb. Grandi gruppi e persone che hanno spianato la strada. 

Quali sono state le tue prime influenze?
Ho sempre adorato cantare, accendevo la radio e se mi piaceva una melodia la memorizzavo per poi provarla quando ero da solo. Le influenze reali però, quelle che mi hanno formato per prime, sono state sicuramente i Doors e i Cure come altre band ereditate dai miei fratelli. Crescendo mi sono avvicinato molto alla scena grunge e ai dischi dei Nirvana.

Le prime formazioni a cui hai preso parte?
La mia prima formazione in assoluto vedeva un karaoke come impianto audio, un garage, io chitarra e voce e Tobia Canci al basso, con il quale poi ho fondato i MilkShake, dopo l’ingresso di Luca Reale alla batteria. In tutto questo tempo non sono mancate diverse collaborazioni o progetti schizzoidi in duo o trio, come gli Out of Control o i Fucking Screaming Monkey con il grande Nicola Mich e Paolo Cicchini, con cui ho condiviso l’esperienza MilkShake dal 2002 in poi. 
 
Il tuo progetto, Old boy. Come nasce? Perchè la scelta di questo nome?
Old Boy nasce dalle ceneri dei Milkshake. Chi ha avuto un gruppo per anni saprà che quando tutto finisce è come perdere una donna e per alcuni ci vuole un po’ per riprendersi o riassestare le proprie idee. Io l’ho fatto creandomi questo progetto in cui riversare le mie creazioni artistiche senza confini di genere o di formazioni e, sopratutto, senza voler (necessariamente) arrivare agli altri da uno scaffale di dischi. Da questa mancanza di obiettivi professionali e mentre ricercavo un nome per il progetto, sono stato amorevolmente marchiato da Simona come Retaired Old Boy, vecchio ragazzo in pensione. E un vecchio ragazzo ha solo voglia di fare musica, quello che c’è intorno non importa.

Quanto spazio ha la musica nella tua vita quotidiana?
Nella mia vita quotidiana la musica è essenziale, da quando ho riscoperto il piacere di comprare dischi originali poi, l’ascolto maggiormente e l’attenzione per un artista è ancora più viscerale.Non ho mai approcciato la musica in termini di studio se non ultimamente ( e casualmente) frequentando un corso di formazione canora presso la Step Musique.

Partecipi anche ad altri progetti, ad esempio con Nico Greco. Come ti dividi tra Old Boy e il resto?
Porto avanti con continuità i progetti paralleli. In questi anni ho dedicato molto più tempo ed energie in studio ad altri progetti come con Nico Greco (di cui vorrei ricordare la prossima uscita del disco “Blue Like Santa Cruz” (RedBirds Records/ AudioGlobe) prevista per il 21 Gennaio) o con i Vanara, band alternative-rock locale con prossimo disco autoprodotto in uscita. Altra collaborazione molto interessante è quella con Fabio Tumini e il progetto Lalove o con The Last Hour per il suo prossimo disco.

L’approccio con il mio progetto, invece, è quello di scrivere senza filtri tutto ciò che mi passa per la testa nel mio piccolo studio di registrazione amatoriale. Poi, quando arrivo a dei brani che mi piacciono particolarmente, li propongo live. A febbraio andrò finalmente in studio, con la produzione artistica di Ermanno D’Annunzio e le session di diversi amici che stimo moltissimo fra cui Davide Marcone, Samuele Celenza, Mattias Stolzenfels, Riccardo Carluccio, Giusto di Lallo.

Ci parlavi dell’influenza dei Nirvana. Abbiamo letto che stai preparando un tributo a questa storica band.
Sono in programma diverse serate in zona per rendere omaggio a Kurt Cobain con un tributo dove eseguiremo tutti i brani dell’ Unplugged for Mtv del 1994. Ci saremo io, alla chitarra e voce, Samuele Celenza, alla chitarra, Mattias Stolzenfels al basso e Fabio Tumini alla batteria. Gli appuntamenti per ora previsti sono per il 18 febbraio al Gatto Felix Cafè  di Campomarino e il 19 presso l’Amenabàr a Vasto.

Giuseppe Ritucci

http://www.myspace.com/oldboyinretaired

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