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Tentato furto della Sacra Spina e altri due episodi, tre arresti

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VASTO – Tre episodi: tentato furto della Sacra Spina e i furti in un bar di Cupello e in un appartamento della periferia settentrionale di Vasto, nella zona di via San Sisto. Refurtiva: due computer portatili, una modesta somma di denaro e oggetti preziosi che, in base a una prima valutazione operata dagli investigatori, non è inferiore ai 6mila euro. Al termine dell’inchiesta condotta dai carabinieri, il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti, un ordine di custodia cautelare in carcere per tre persone coinvolte a vario titolo nelle indagini: Yuri Marianacci 30 anni, di Vasto, Luigi Dell’Arciprete, 34, di Monteodorisio, e Alfonso D’Ambrogio, 29, di Vasto.

I carabinieri “subito dopo il tentativo di furto della sacra reliquia – spiega il capitano Giuseppe Loschiavo, comandante della Compagnia di Vasto – avevano denunciato i primi due, essendo arrivati alla loro identificazione grazie ai resoconti dell’attività di controllo del territorio (i due soggetti erano stati notati insieme da una pattuglia del Nucleo Operativo in una zona abitualmente frequentata da tossicodipendenti e, successivamente, dai carabinieri in servizio di pattuglia a piedi nel centro storico della città, oltre alla preziosa collaborazione degli abitanti del quartiere di Santa Maria Maggiore).
Nei giorni scorsi, i carabinieri della Stazione di Cupello, a conclusione di tempestive indagini a seguito di un furto presso un bar di Cupello, avevano denunciato per ricettazione il secondo e il terzo. Dal locale erano stati asportati due computer portatili e 100 euro in contanti”.

Un terzo furto era stato messo a segno alla periferia Nord di Vasto, nell’area di via San Sisto. Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi sulla base di testimonianze e controlli svolti dalle pattuglie in quella che i militari definiscono “una complessa attività di indagine”, nell’ambito della quale “i nostri uomini – racconta Loschiavo – si sono recati presso un esercizio commerciale che effettua anche il servizio di acquisto dai clienti di metalli preziosi. Lì hanno trovato la refurtiva e, una volta controllata la documentazione relativa ai soggetti che l’hanno consegnata al negozio, sono risaliti alla loro identità”. I Gli oggetti preziosi sono ora custoditi nella cassaforte della casema di piazza Dalla Chiesa in attesa della restituzione ai legittimi proprietari.

Lunedì mattina, al palazzo di giustizia di via Bachelet, gli interrogatori di garanzia. I legali di Marianacci e D’Ambrogio sono rispettivamente Massimiliano Baccalà ed Elisa Pastorelli, mentre Dell’Arciprete sarà assistito da un difensore d’ufficio.

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