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Golden Lady, l'appello dell'arcivescovo per salvare 391 posti di lavoro

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VASTO – “Il mio appello a nuovi investimenti e a una politica d’innovazione sul nostro territorio è rimasto purtroppo inascoltato e il potenziale di qualità umana della nostra gente lavoratrice è stato, di fatto, mortificato”. L’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, torna a parlare dell’imminente chiusura dello stabilimento Golden Lady di Gissi. Lo fa invitando “i responsabili della cosa pubblica e chiunque abbia possibilità imprenditoriali a non lasciare nulla d’intentato per creare nuovo lavoro nell’area toccata dalla crisi”.

In una nota diffusa ieri il presule spinge per una soluzione che salvaguardi il lavoro e, con esso, la dignità di tante famiglie. Da tempo la proprietà dell’azienda che produce calze da donna ha annunciato la chiusura della fabbrica della Val Sinello, che dal 2003 ha attraversato sempre più frequenti periodi di crisi. A rischio il posto di 391 persone. Due le soluzioni che si prospettano, entrambe vendendo il sito produttivo: trasformazione in un centro commerciale, oppure riconversione in un’industria della green economy, che produca nel settore dell’energia pulita.

La seconda ipotesi è caldeggiata dai sindacati che, nell’incontro del 25 gennaio presso la sede di Vasto di Confindustria, chiederanno all’azienda mantovana di Castiglione delle Stiviere di salvaguardare la natura produttiva dei capannoni di Gissi.

L’appello. “Apprendo con profondo rammarico – scrive monsignor Forte – della chiusura ormai decisa dello stabilimento Golden Lady in Gissi. Avevo cercato anch’io di evitare in ogni modo i licenziamenti, contattando direttamente i proprietari, per dar voce alle preoccupazioni gravissime delle famiglie dei lavoratori coinvolti e per esprimere le riserve sulla ‘delocalizzazione’ che anche Papa Benedetto XVI ha espresso nella recente Enciclica Caritas in veritate. Ora non posso che prendere atto di questa vicenda dolorosissima, che ha ricadute drammatiche per centinaia di persone, e pregare Dio per le tante famiglie che si troveranno nei prossimi giorni segnate dal dramma della disoccupazione. Incoraggio tutti a non perdere la speranza e a chiedere a Dio la luce necessaria per continuare a scommettere sulla vita. Invito i responsabili della cosa pubblica e chiunque abbia possibilità imprenditoriali – è l’appello del presule – a non lasciare nulla d’intentato per creare nuovo lavoro nell’area toccata dalla crisi. Dio custodisca tutti i disoccupati e faccia sentire la sua mano benedetta che rialza i poveri e gli umili”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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