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Il ritorno di Di Meo. Vince la prima a Giulianova: "Era dura stare fuori"

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VASTO – Il ritorno in panchina è stato di quelli per cuori forti. Ma Pino Di Meo, nell’esordio da allenatore del Giulianova che annaspa in Seconda divisione, ce l’ha fatta a iniziare col piede giusto: “Affrontavamo la terza in classifica. Siamo riusciti a batterli al 90′. Da questo già si capisce quanto è stata dura” allo stadio Fadini col Poggibonsi che veleggia in zona play off. “Cerchiamo di risollevare questa situazione. L’organico va ampliato, l’ho già detto alla società, a cui ho chiesto rinforzi. Ieri ho giocato con con ragazzi del ’93  in difesa. In campo ho mandato anche due giovani che non hanno ancora 18 anni. C’è tanto da lavorare, sorattutto sull’aspetto mentale”.

Dopo la scomparsa della Pro Vasto (che aveva già lasciato prima delle vicissitudini societarie), Di Meo è rimasto fermo: “Non meritavo di rimanere fuori dopo aver raccolto 120 punti in due campionati”, il primo vinto e il secondo conclusosi con la salvezza in Seconda divisione. “Questo dimostra che ne calcio non c’è meritocrazia, ma non voglio aggiungere altro. Ora sono teso come una molla. Il rapporto col pubblico? I tifosi ti giudicano in base al lavoro che fai”.

E’ determinato. Lo si sente dalla voce. Ma quando riceve una telefonata da Vasto non omette mai di fare un riferimento a quella che è stata la sua squadra. Qualcuno, come Ambrosecchia, ora indossa ancora la maglia biancorossa. Quella del Vasto Marina, in Promozione. “La stessa squadra dell’anno scorso – ribadisce Di Meo – quest’anno avrebbe vinto il campionato di Seconda divisione con 20 punti di vantaggio. Il livello è basso, avrebbe sbaragliato tutti”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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