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Antonio Menna (Udc): "Sulle recinzioni il Comune è stato smentito"

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VASTO – Il Comune di Vasto “ha ricevuto una severa lezione dal Tar Abruzzo”. Lo afferma Antonio Menna, consigliere regionale dell’Udc, dopo la sentenza con cui i giudici amministrativi di Pescara hanno annullato le ordinanze di abbattimento delle recinzioni delle concessioni balneari La Bussola e Lido del sole di Vasto Marina.

Centristi scatenati contro la Giunta Lapenna e il centrosinistra, che a giugno avevano organizzato un sit-in di protesta in lungomare Cordella. Menna parla di “sentenza esemplare, ha clamorosamente fiaccato l’arrogante indirizzo dell’attuale maggioranza, confermando, invece, la bontà delle scelte compiute dalla Regione su proposta del gruppo Udc. Il provvedimento, infatti, disponendo il diritto acquisito dei concessionari a mantenere le recinzioni esistenti e autorizzate antecedentemente al Piano demaniale marittimo regionale, obbliga di fatto il Comune di Vasto a modificare i titoli concessori rinnovati, consentendo il mantenimento delle recinzioni e a disporre la revoca delle relative ordinanze di demolizione. La sentenza del Tar – commenta il capogruppo Udc – fa emergere dei seri interrogativi politici, che inchiodano l’amministrazione comunale Lapenna-Forte alle responsabilità di una gestione che ha mortificato le aspettative di sviluppo della classe imprenditoriale della città e in particolare di quella turistica”.

Per l’Udc, il Comune nel braccio di ferro con i balneatori ha fatto due pesi due misure: “Ci chiediamo se in questa vicenda, sia stato correttamente esercitato il potere autoritativo da parte dell’amministrazione comunale o se, invece, in barba ai principi di trasparenza, imparzialità e ragionevolezza, ci sia stato un pericoloso e grave sviamento nell’agire amministrativo, non usando gli stessi mezzi repressivi per tutti. Forse il sindaco di Vasto è convinto che in città esistano figli prediletti e figli di un dio minore. L’amministrazione Lapenna – conclude Menna – deve altresì chiarire alla cittadinanza se sia stato ragionevole e giusto, in questa vicenda, impegnare risorse pubbliche per soddisfare una miope scelta ideologica della giunta comunale, che al vaglio del Tar ha mostrato, come era prevedibile, gravi lacune di legittimità, con conseguente inutile spreco di risorse economiche”.

giusepperitucci@yahoo.it

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