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L'ammutinamento dei lapenniani: "Siamo 150, vogliamo l'assemblea"

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VASTO – “A decidere se fare le primarie a Vasto deve essere il Pd di Vasto”, dicono gli autoconvocati uscendo dalla sezione di piazza del Popolo. Assicurano di averlo anche messo nero su bianco. “Eravamo circa 150, c’era gente per le scale”: questo il dato “ufficiale” fornito al termine di una riunione che è stata tutt’altro che ufficiale, ma non si può nemmeno definire clandestina perché si è svolta nella sede dei Democratici, in pieno centro. Certo è, che non è passata per i canali ordinari del partito. L’ammutinamento, se si può definire tale, è andato in scena di oggi pomeriggio. Si sono ritrovati i lapenniani e, in ogni caso, coloro che non vogliono sia la segreteria regionale a imporre le primarie. Una dichiarazione di guerra a poche ore di distanza dal vertice della pace tra l’Italia dei valori, e lo stesso Pd.

La pace Pd-Idv. Nella sede dei dipietristi, in largo del Fanciullo (di fianco alla cattedrale di San Giuseppe), da una parte del tavolo erano seduti i leader provinciale e regionale del Partito democratico, Camillo Di Giuseppe e Silvio Paolucci, dall’altra il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Idv, insieme allo stato maggiore locale, composto dal consigliere regionale Paolo Palomba, dal segretario cittadino Alfredo Bontempo e dall’assessore comunale Corrado Sabatini. All’inizio del faccia a faccia era presente anche Lapenna. “Ho detto – racconta il sindaco – che un partito come l’Italia dei valori, che fa della legalità il suo valore principale, deve tenere conto del percorso avviato, che non deve essere interrotto. Ho anche espresso preoccupazione per le primarie, visto quello che è accaduto a Napoli”. All’uscita, Bontempo rilascia una dichiarazione ufficiale. Con il linguaggio felpato della diplomazia: “Se il Pd intende portare avanti gli indirizzi statutari” nella scelta del candidato sindaco, “l’Idv porrà massima attenzione e responsabilità nel ricreare le condizioni possibili per l’unità del centrosinistra”. Traduzione: se dovete fare le primarie, aspettiamo il risultato e poi ragioniamo insieme.

Ma, intanto, gli autoconvocati si erano dati appuntamento per il pomeriggio ad appena trenta metri di distanza. “Abbiamo fatto tutto in 24 ore, con una serie di telefonate”. Dalla riunione escono con un documento che rifiuta le imposizioni dall’alto e, dunque, l’indicazione di Paolucci, che era stata chiara: primarie a Vasto e Roseto.

Gli autoconvocati. Nella sezione si ritrovano i consiglieri comunali lapenniani Simone Lembo, Marisa Ulisse e Luciano Gentile, ma anche molti altri iscritti, tra cui Giancarlo Spadaccini, Costantino Felice, Gino Aquilano e Giovanni Della Gatta. Escono una manciata di minuti prima delle 19 con un documento in cui chiedono la convocazione dell’assemblea cittadina del Pd per decidere se indire o no le primarie per scegliere il candidato sindaco. Come Vuole Lapenna. Dicono di essere circa 150. Il documento dei “primaristi” era stato firmato a dicembre da 144 iscritti su 270 complessivi. Ora inizia la battaglia dei numeri che potrebbe sfociare nella conta interna.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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