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Argirò (Pdl) contro Chiodi: "Rimpasto in Regione, il Vastese umiliato"

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VASTO – “Per l’ennesima volta umiliato il Vastese attraverso la sua esclusione dalla Giunta regionale”. Non sono polemiche sollevate dal centrosinistra, ma dallo stesso Pdl, quelle rivolte al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. E’ Nicola Argirò a criticare pesantemente le scelte che il governatore ha compiuto nel rimpasto in cui ha sostituito Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, coinvolti in due delicate inchieste giudiziarie. Per il consigliere sansalvese si vocifera di un passaggio tra i finiani di Futuro e libertà, che si stanno organizzando anche da queste parti, se si tiene conto che a Vasto potranno probabilmente contare sul consigliere comunale Mario Baiocco. Argirò verrà ricevuto la prossima settimana a Roma dai vertici nazionali del partito di Berlusconi. “Dall’esito di quell’incontro – annuncia in un comunicato – dipenderanno le scelte politiche future”.

Le scelte. I nuovi assessori sono Luigi De Fanis e Gianfranco Giuliante. Argirò, imprenditore di San Salvo eletto alle regionali del 2008, è rimasto fuori dalla nuova Giunta, nonostante il totoassessori lo vedesse in cima alla lista per settimane. Poi il sorpasso di De Fanis, che è di Montazzoli e, dunque, rappresenta un altro territorio.

Una scelta che “pone un serio problema di rappresentanza politica all’interno del massimo organo regionale. Infatti, mentre il Teramano è stato ulteriormente rafforzato con le deleghe all’Ambiente e all’Energia, attribuite all’Assessore (esterno) Di Dalmazio e uomo di fiducia di Chiodi, il Chietino ha ottenuto soltanto le deleghe alla Sicurezza alimentare e alla Veterinaria, la cui competenza è del Istituto Zooprofilattico e della Asl, quindi semplici deleghe residuali”, attacca il consigliere di origini torinesi, secondo cui siamo davanti a “un problema non solo di rappresentanza territoriale, che vede per l’ennesima volta umiliato il Vastese attraverso l’esclusione dei suoi consiglieri eletti dalla Giunta regionale, oltre che da quella provinciale, ma un problema tutto politico dovuto alla scarsa, per non dire nulla, attenzione alle esigenze e alle istanze di un intero territorio e del suo tessuto sociale, politico ed economico, da parte dei vertici regionali del Pdl”.

“Violate le regole”. “Il mini-rimpasto – scrive Argirò in un comunicato – ha visto violate le più elementari regole politiche, in primis le quote riservate a Forza Italia (70%) e ad Alleanza Nazionale (30%) all’atto della  costituzione del Pdl, in quanto in provincia di Chieti ci sono soltanto uomini ex- Alleanza Nazionale a rappresentare il Pdl negli organi esecutivi provinciali e regionali. La quota riservata a Forza Italia è stata totalmente disattesa, per il veto imposto dai due ex-colonnelli di An sulla mia figura di ex-forzista”.

L’imprenditore, che era già stato assessore provinciale al Bilancio nell’amministrazione Febbo, ricorda il lavoro svolto nel ruolo di presidente della commissione Attività produttive della Regione, con “oltre 50 leggi licenziate, un record nella storia del Consiglio regionale d’Abruzzo. Poi svela un retroscena dell’incontro con Filippo Piccone: “Il coordinatore regionale del Pdl mi ha chiesto per la seconda volta, dopo gennaio 2009, di dimettermi in cambio dell’assessorato per far subentrare in Consiglio regionale il primo dei non eletti, suo uomo di fiducia, attualmente presidente di un’importante azienda regionale, proposta da me rifiutata perchè rivolta solo alla mia persona e non anche agli altri assessori, quindi da me ritenuta discriminatoria e che non mi avrebbe permesso di poter essere libero di dissentire su eventuali azioni da me non condivise dell’attuale governo regionale”. Ormai è muro contro muro coi vertici abruzzesi del partito e con Chiodi. Resta da vedere se i dirigenti nazionali del Popolo della libertà riusciranno a evitare che Argirò e i suoi voti passino agli odiati avversari finiani.

micheledannunzio@vastoweb.com

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