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"L'acqua non si vende": gazebo in piazza del comitato referendario

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VASTO – “Non farti portare via l’acqua. L’acqua non si vende”. E’ lo slogan con cui è iniziata anche a Vasto la campagna “Sostieni i referendum per l’acqua bene comune” contro la privatizzazione delle risorse idriche.

Gazebo informativo in piazza Rossetti, con il Wwf, la Cgil, Sinistra ecologia e libertà, Rifondazione comunista e il Comitato promotore. Anche in città si raccolgono fondi “per sostenere – dicono gli attivisti – l’organizzazione e la comunicazione della campagna referendaria. Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva per garantirne l’accesso a tutte e tutti e tutelarlo come bene comune. Perché un referendum? Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale”. Raccolte in tutta Italia un milione e 400mila firme.

I quesiti referendari sono due: il primo propone l’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge 133 del 2008 e del decreto 135 del 2009 sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali, compreso quello idrico; il secondo propone l’abrogazione parziale dell’articolo 154 del Codice dell’ambiente approvato nel 2006. I sostenitori del sì al referendum vogliono, dunque, eliminare la norma che consente di fare profitti sull’acqua e che, di fatto, apre la strada ai privati.

micheledannunzio@vastoweb.com

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