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Rissa nel bar, tre feriti. La polizia indentifica i presunti aggressori

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VASTO – Sono stati identificati dalla polizia i presunti responsabili del litigio sfociato nel sangue attorno alle 5.20 di stamani in un bar che si trova in pieno centro abitato di Vasto, in corso Mazzini. Tre persone sono rimaste ferite. Una di queste è piantonata all’ospedale San Pio da Pietrelcina. I fermati sono già noti agli investigatori. Per domattina alle 10 il dirigente del Commissariato, Cesare Ciammaichella, ha convocato una conferenza stampa per illustrare i fatti e fornire i risultati delle indagini, “che non sono ancora concluse”, ma è attesa entro la mattinata di domani la formulazione degli arresti.

Bottigliate, e ferite inferte con corpi contundenti e taglienti. Le prime ore di oggi, quando ormai la gran parte dei vastesi era a casa a dormire, sono state scosse da quanto accaduto dentro il Piper Cafè, il bar che si trova al piano terra della palazzina di vetro vicina al viadotto Histonium.

Le indagini. Al loro arrivo, i poliziotti hanno trovato il sangue su pavimento e tavolini, oltre al locale messo a soqquadro. “Non è una rissa, ma un’aggressione”, precisa il vice questore Ciammaichella, che racconta la ricostruzione dei fatti operata dai poliziotti: “Una coppia, composta da giovane vastese e una marocchina, si trovava all’interno del bar, quando due ragazzi a noi già noti sono entrati e, probabilmente alterati, hanno cominciato a fare degli apprezzamenti pesanti nei confronti della ragazza. A quel punto, il suo partner ha chiesto di moderare i toni. E’ il quel momento che è scattata l’aggressione. I feriti in tutto sono tre. Anche la barista, che ha cercato di dividere i contendenti, è stata picchiata” ed è sotto choc.

Le foto. Attorno alle 6, è stato il vice presidente del Consiglio comunale, Riccardo Alinovi, a scattare le foto con un cellulare. Il politico, che ha l’ufficio proprio all’interno dello stabile, sta traslocando per trasferirsi a Rimini per motivi professionali. Il Commissariato ha aperto un’inchiesta per risalire ai responsabili del fatto di sangue. Pare che in quella zona ci siano delle telecamere.

“Continuano a dire che Vasto è sicura. Ormai siamo stanchi, perché questo è un fenomeno dilagante. A volte ci vuole l’azione dura e la repressione, cosa che a Vasto non c’è”, tuona Alinovi.

“Chiedo che alcuni reparti in servizio a Chieti vengano immediatamente tasferiti a Vasto dove c’è una reale necessità di uomini e mezzi. Se non verranno concessi rinforzi, arriverò ad incatenarmi davati al Comando generale dell’Arma dei carabinieri a Roma”, annuncia Stefano Moretti, di Azzurro per la libertà.

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