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Verso le elezioni. Pd, assemblea lampo per "battezzare" le primarie

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VASTO – Dodici minuti bastano per dire che, dopo aver puntato i piedi per quattro mesi, fa un passo indietro e si rimette in gioco: “Io mi metto a disposizione del partito per partecipare alle primarie nell’interesse di Vasto e della coalizione”. Luciano Lapenna ha deciso. Lo annuncia durante l’assemblea del Pd al Palace Hotel di Vasto Marina. Saranno i vastesi a scegliere il candidato sindaco del Partito democratico. In corsa, oltre al primo cittadino in carica, anche Domenico Molino, assessore alle Finanze. Le candidature verranno ufficialmente formulate dalle 16 alle 18 di sabato 12 febbraio. Tempi scanditi dal segretario provinciale dei Democratici, Camillo Di Giuseppe. Non è sicura la partecipazione di Maria Amato, dell’associazione Vastoviva che da mesi chiede le primarie. “Devo valutare”, dice il medico dell’ospedale San Pio da Pietrelcina e attivista del partito di Bersani. Il voto è fissato per il 27 febbraio. Tre seggi saranno allestiti in piazza Diomede, sulla circonvallazione Istoniense e presso la scuola media Rossetti.

Il discorso. Seduti al tavolo di coordinamento ci sono Di Giuseppe, Carlo Moro (coordinatore Pd del Vastese), Lapenna e Forte. Dopo l’introduzione di Di Giuseppe, che legge all’assemblea i 7 articoli del regolamento che disciplinerà le consultazioni popolari, prende la parola il sindaco. Sono le 18.57. In sala ci sono esattamente 70 dei 270 iscritti complessivi di Vasto. Lapenna prima ringrazia il presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte, che è anche il segretario cittadino del Pd, gli assessori e i consiglieri comunali. “Vi abbraccio tutti”. E ricorda le “500 delibere di Giunta” in quasi cinque anni. Per ascoltare l’annuncio ufficiale, basta aspettare una manciata di minuti. Già dal preambolo si capisce che non si tirerà indietro: “Sapete che le primarie non erano tra i miei obiettivi. Non erano in cima ai miei programmi. Prendo atto della volontà” espressa da 144 iscritti nel documento dei primaristi presentato il 19 dicembre. Poi ammette: “Qualche errore l’ho commesso”, essendo stato per lungo tempo “rigido” sul no alle elezioni interne, che invece “hanno avuto l’effetto di rinsaldare il partito e anche al di fuori di esso”.

Di fronte “al consenso che registriamo nei sondaggi”, si sono fatte avanti “tante sirene. Mi dicevano: Rompi, fatti una tua lista. Ma l’ho detto subito: questo non mi appartiene. Il Pd, invece, mi appartiene”, scandisce Lapenna, che cita “gli appelli a scendere in campo che mi ha rivolto il presidente Forte, le richieste di Molino”, a cui dice: “Se deve esserci discontinuità politica e non amministrativa, sono d’accordo”. Ricorda le lettere ricevute, in particolare quella di sei consiglieri comunali e due assessori (Sputore e Tiberio) e “gli interventi del senatore Legnini e di Ciccio Ricci”, Francesco Ricci, ex sindaco di Chieti.

Tutto questo per spiegare il perché della decisione: “Io mi metto a disposizione del partito per partecipare alle primarie, nell’interesse di Vasto e della coalizione”, “lavorando da questa sera alla lista del Pd, indipendentemente da chi sarà il candidato sindaco”, per inseguire la seconda vittoria del centrosinistra, “obiettivo a portata di mano”. Fissa anche l’asticella del partito, ossia “raggiungere il 30% dei consensi”. Luciano Lapenna fa le primarie. Riparte da zero. Dalla linea di partenza. “Faccio questo a dispetto dei miei affetti e della mia salute”. La platea applaude. L’assemblea, a quel punto, potrebbe anche finire lì. Sono le 19.09. Prima delle 20 la seduta può dirsi conclusa.

L’avversario. “Ringrazio Luciano per aver compiuto questa scelta”, dice nel suo breve discorso Domenico Molino, intervenendo subito dopo Lapenna. Da domani e fino al 27 febbraio saranno avversari.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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