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Primarie del Pd. Forte e Lapenna, lo sfidante e lo sfidato

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VASTO – “Dove si è mai visto che il sindaco uscente non venga ricandidato automaticamente”, ha ripetuto per settimane Luciano Lapenna. Appoggiato da Sel e Rifondazione, messo alle strette dal suo partito, il Pd, che ha tirato dritto lungo la strada delle primarie e ci ha trascinato dentro anche il sindaco, che non le ha mai digerite. Nel 2006, con l’appoggio dei partiti, a partire dal suo (allora c’erano i Ds, il Pd è nato nel 2007 tramite la fusione con la Margherita), le aveva schivate. Non gli sono mai piaciute. Specie ora che deve farle dopo cinque anni da primo cittadino.

“Non nascondo che mi sono sentito messo in discussione”, commentava venerdì sera dopo aver annunciato all’assemblea del Partito democratico il suo “sì” sofferto alla gara che allora, ufficialmente, era ancora con Domenico Molino. E adesso, quando è scritto tutto nero su bianco, è solo con Peppino Forte. L’avversario interno più duro. I due leader a confronto.

Cinque anni fa, fu il primo turno a determinare i rapporti di forza. Ora, dopo cinque anni trascorsi in Comune, si ritrovano faccia a faccia. Di nuovo rivali: 57 anni lui, 63 il presidente del Consiglio comunale. Un dualismo che conduce direttamente alla conta. Voto su voto. Sa che non sarà una passeggiata, anche se nelle urne di Democratici cadranno pure le schede di vendoliani e rifondatori, la sinistra che lo appoggia e lo difende a spada tratta. E’ impossibile prevedere se basterà a battere l’avversario più pericoloso. Forse anche più degli avversari veri.

Forte. Era nell’aria già da qualche giorno. “Peppino non rinuncia. Alla fine si candida”. E così è stato. A dire la verità, qualche segnale lo aveva lanciato sporadicamente. Ad esempio, nel giorno del comizio di Bersani a Vasto: “Se una mia partecipazione alle primarie può essere utile per il partito, sono disposto a fare questo passo”. Ma Peppino Forte ha aspettato fino all’ultimo. E’ uscito allo scoperto sono nel giorno della presentazione delle candidature.

Un comunicato diramato nel pomeriggio per dire che vuole riprovarci. Ma questa volta l’obiettivo è diventare il candidato ufficiale di tutto il centrosinistra. Cinque anni fa, pur avendo fatto da subito una scelta di campo, si era presentato a capo di una coalizione di liste civiche e solo dopo il primo turno, forte (come il suo cognome) dei 4mila 972 voti raccolti, aveva stretto l’alleanza con Luciano Lapenna, appoggiandolo al ballottaggio, poi vinto contro Tagliente, e ottenendo la carica di presidente del Consiglio comunale e due assessorati per i suoi fedelissimi: Lina Marchesani e Domenico Molino. Due volte ha tentato la scalata al Consiglio regionale, candidandosi nel 2005 e nel 2008. In entrambi i casi primo dei non eletti, superato per un pugno di voti.

Consigliere provinciale dal 2009, anno della sconfitta del centrosinistra di Coletti contro l’asse Udc-Pdl guidato da Di Giuseppantonio, ora si rimette a correre per la poltrona più importante del municipio. Ma per ottenere la nomination di candidato sindaco del Pd deve prima superare il sindaco in carica nel faccia a faccia che cinque anni fa sfumò perché i partiti del centrosinistra (compresa la Margherita, cui Forte era iscritto) schivarono le primarie scegliendo Lapenna leader.

micheledannunzio@vastoweb.com

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