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Sit-in contro il bunga bunga: "Vietare i manifesti con donne oggetto"

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VASTO – Vietare a Vasto i manifesti pubblicitari in cui viene messa in mostra la donna-oggetto. Nudità senza cervello. Evitare “l’ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale offerta da giornali, televisioni e pubblicità”. E’ l’appello lanciato al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, dai partecipanti a “Vieni via con noi”, il sit-in delle donne vastesi contro il “bunga bunga” berlusconiani. Una manifestazione che ieri pomeriggio ha preceduto la protesta nazionale in programma oggi a Roma. A lanciare la proposta dal palco di piazza Diomede è stata Anna Suriani, assessore comunale alla Cultura.

Si è rivolta al capo dell’amministrazione affinché emetta un’ordinanza in cui si vieti l’affissione di manifesti che sviliscono la femminilità. Prima di lei, era stata Marisa Ulisse, consigliere comunale del Pd, a leggere il documento del comitato “Se non ora, quando?”, sottolineando che “in Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani” e “tante sono impegnate nella vita pubblica”.

Secondo i promotori, “questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale offerta da giornali, televisioni, pubblicità”. Si tratta di “una cultura diffusa” che “propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni, offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici”. La manifestazione di Vasto, come quella nazionale, è indetta perché “abbiamo superato la soglia della decenza” e, dunque, “se non ora, quando?”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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