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Lapenna sbatte la porta: "Basta, mi dimetto". Forte: "Ripensaci"

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VASTO – “Volevo dirti che mi sono dimesso”.

E’ la frase con cui il sindaco di Vasto ha gelato il mondo politico locale. Luciano Lapenna ha ufficializzato la notizia attorno alle 10, telefonando ad assessori e consiglieri comunali. Sono sviluppi clamorosi e imprevisti fino a ieri, quelli che stanno provocando le primarie, appena indette, per la scelta del candidato sindaco dei Democratici.

La mossa dell’ultim’ora di Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale, che ha annunciato la sua candidatura alle pre-elezioni in contrapposizione al primo cittadino, sta provocando un terremoto nel centrosinistra.

Forte: “Luciano ritira le dimissioni”. Nel primo pomeriggio, Forte dirama via mail una breve nota in cui invita il primo cittadino a tornare sui suoi passi: “In qualità di presidente del Consiglio Comunale di Vasto chiedo al sindaco Luciano Lapenna di ritirare le dimissioni. In alcun modo le primarie di un partito, che per altro si terranno tra 10 giorni, debbono inficiare l’attività amministrativa. Occorre che tutti siano responsabili. Sono convinto sia questa l’opinione della città”.

Le prime dichiarazioni. Ad assessori e consiglieri comunali Lapenna ha detto: “Vi ringrazio per il sostegno assicurato in questi cinque anni, faticosi e impegnativi  ma anche esaltanti per i tanti risultati conseguiti”. Il sindaco dimissionario ha pure annunciato una conferenza stampa per domani alle 11 presso la sua abitazione di Via San Biagio “per tenere fuori doverosamente – ha precisato – il livello istituzionale”.

Il comunicato ufficiale. Alle 11.03, dall’ufficio stampa del municipio, arriva il comunicato che conferma le dimissioni. Ecco il testo integrale: Il Sindaco Luciano Lapenna ha rassegnato, alle 10,30, nelle mani della dottoressa Rosa Piazza, Segretario Comunale di questo Comune, le sue dimissioni ai sensi dell’articolo 53 del D.L.GS 267/2000 e dell’articolo 84 dello Statuto Comunale.
Questa la dichiarazione del Sindaco Lapenna:
“Lo scontro all’interno del Partito Democratico tra il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, che coinvolge anche alcuni assessori, non può se non ripercuotersi negativamente sul funzionamento delle istituzioni che devono essere salvaguardate e non usate per interessi personali e di partito.
Per l’alto senso di responsabilità che ho per la carica che ricopro, per il bene della mia Vasto, rassegno le mie dimissioni da Sindaco della Città.
Esprimo profonda amarezza per non aver potuto completare il programma elettorale e chiedo scusa ai miei concittadini che sono certo ravviseranno anche in questo atto conclusivo, l’onestà e la serietà a cui ho improntato i miei comportamenti in questi cinque anni, operando non per fini personali ma solo per l’interesse della collettività.
Mi auguro che questo mio gesto possa spingere tutte le forze politiche di destra, centro e sinistra ad uscire dal chiuso degli orticelli particolari e personali e occuparsi dei problemi reali della Città e delle sue sorti future.
Con la conferenza stampa di domani, alle ore 11, nella mia abitazione di Via San Biagio, 34, chiarirò meglio alla stampa le ragioni delle mie dimissioni”.

La legge. La legge prevede che il sindaco possa ritirare le sue dimissioni entro 20 giorni dalla comunicazione al Consiglio comunale, che si riunirà domani alle 15. La seduta era già stata convocata per discutere dei problemi della sanità nel Vastese. In apertura dell’assemblea, sarà proprio Peppino Forte, che è il presidente del Consiglio, a comunicare al consiglieri le dimissioni di Lapenna. Ma è prevedibile che ora si apra una fase di trattative col suo partito e con il resto del centrosinistra. Se il primo cittadino non tornerà sui suoi passi, la transizione fino al voto verrà gestita da un commissario prefettizio. Negli anni Novanta, la Prefettura aveva inviato un commissario per lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione dopo l’annullamento delle elezioni comunali del 1993, poi rivinte da Tagliente l’anno successivo.

Gli scenari. Praticamente impossibile prevedere cosa accadrà nelle prossime ore e nei giorni successivi. Ma appare difficile che, dopo un lungo tira e molla, Lapenna lasci definitivamente. Tra i suoi fedelissimi c’è chi gli ha chiesto più volte di uscire dal Partito democratico e candidarsi a capo di una coalizione composta da una lista civica che porti il suo nome, Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista. Se così fosse, decadrebbero le primarie. Ma il Pd di sicuro cercherà di ricucire per evitare una spaccatura in grado di provocare effetti devastanti. 

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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