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Le dimissioni di Lapenna: è shock nel mondo politico vastese

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VASTO – E’ shock nel mondo politico vastese e regionale dopo le dimissioni rassegnate dal sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, in aperta polemica col suo partito, il Pd, e per evitare lo scontro fratricida con Peppino Forte alle primarie.

Coletti. “E’ un’emergenza di cui non conosciamo bene le ragioni. Luciano Lapenna è un bravissimo amministratore e ritengo che avesse la possibilità di continuare a fare bene il sindaco”. E’ la reazione a caldo di Tommaso Coletti, presidente provinciale di Chieti del Pd, alla notizia delle dimissioni del primo cittadino. “Tante cose buone sono state fatte – prosegue Coletti – soprattutto nella più completa trasparenza amministrativa. A me dispiace particolarmente, perchè sono legato a Luciano da vecchia amicizia (è stato assessore con il senatore alla Provincia di Chieti ndr)  e sono soprattutto consapevole del fatto  che il comune di Vasto, sotto la sua guida, avrebbe potuto continuare a crescere. Adesso c’è una situazione nuova, con Giuseppe Forte che si è proposto per le primarie: dobbiamo verificare se la
presa di posizione di Lapenna è irrevocabile, oppure sottende qualche problema che dobbiamo risolvere in fretta. Io – conclude Coletti – come presidente provinciale del Pd, mi attiverò per comprendere bene ciò che è successo e ripristinare l’unità del Pd, necessaria per poter affrontare le elezioni con la coalizione di centrosinistra che ha concrete possibilità di continuare a governare Vasto”.

Alinovi. Parla di “tradimento politico consumato ai danni del sindaco” Riccardo Alinovi (Udeur), vice presidente del Consiglio comunale di Vasto. “Siamo di fronte a un atto gravissimo nei confronti del capo dell’amministrazione comunale, bersaglio di manovre sottobanco che provengono dall’interno del suo partito. Il tutto per ambizioni personali. Non sosterrò mai una coalizione e un’amministrazione guidate da Forte”.

Pdl. Già ieri il coordinatore del Pdl, Etelwardo Sigismondi, era partito all’attacco a testa bassa. “Queste primarie sono una grande imboscata nei confronti del sindaco Lapenna. Un bluff”, aveva commentato il consigliere comunale, sostenendo che “tutto ciò la dice lunga sull’unità del centrosinistra e sull’implosione interna al Pd. Comunque vadano a finire – commenta il consigliere comunale – queste primarie lasceranno tracce insanabili in quella coalizione. Da anni dico che Lapenna non è un sindaco, ma un commissario, nel senso che il Comune è commissariato, visto che subito dopo le elezioni del 2006 si è aperta la corsa alla successione, che oggi sta producendo questi effetti”. Poi una frecciata a Domenico Molino, l’assessore alle Finanze che all’ultimo momento si è tirato indietro e ora appoggia Peppino Forte nella corsa alla nomination: “Era un rottamatore. E’ stato rottamato”.

La Nuova Terra. “Avevo previsto tutto nel comizio di ieri”, rivendica sarcastico Ivo Menna, candidato sindaco della lista civica La Nuova Terra. “E’ un teatrino. Ho chiesto a Luciano se si vuole candidare con me”.

Desiati. Destra e sinistra nel mirino di Massimo Desiati, candidato sindaco di Progetto per Vasto: “Il sindaco in carica si dimette ed azzera la Giunta per sminuire il potere degli assessori che gli si contrappongono in assurde primarie, lasciando la città nella totale incertezza e con un bilancio non approvato; il Pdl tergiversa nella individuazione di strategie nuove e vincenti, mostrando difficoltà nel proporre alternative progettuali valide; il centrosinistra è dilaniato da lotte di potere personali a suggello della propria mediocrità amministrativa. Vasto – commenta l’ex assessore regionale – ingrigisce ed impoverisce, divorata da interessi economici anonimi che non concedono ricadute in termini di ricchezza per i suoi cittadini.

Idv. “Oggi nessun dichiarazione. Aspettiamo cosa dirà Lapenna domani”, taglia corto Alfredo Bontempo, segretario dell’Italia dei valori.

ApV. “A me pare che il titolo del libro, scritto e pubblicato l’anno scorso con l’amico Nicola Del Prete: Amministrazione Lapenna e Partito democratico. Storia di due storie mai nate sia di tristissima attualità”, scrive in una nota Davide D’Alessandro, coordinatore di Alleanza per Vasto. “Le dimissioni del sindaco di Vasto sono figlie di un duplice fallimento: la sua amministrazione e il suo partito. Accettare le primarie, comunicare la data, non condividere il nome del competitore, aver paura di perdere e dimettersi da sindaco per rovesciare il tavolo, non è un finale dignitoso. Sono poco interessato su come ne esce Lapenna, ma sono molto interessato su come ne escono le Istituzioni: ne escono a pezzi”. 

Sabrina Bocchino sottolinea che “cinque anni fa, il centrosinistra aveva fatto delle divisioni interne del PDL uno dei suoi punti di forza in campagna elettorale. Ora, in questa delicata fase per la città, la stessa situazione di spaccatura interna si ripropone proprio all’interno del Partito Democratico. Il mio auspicio è che questa fase della vita politica non incida negativamene sulla città. E’ l’ennesima dimostrazione che in tutte le formazioni politiche, quando ci sono troppi personalismi, vengono meno gli interessi della comunità. E’ necessario che la macchina amministrativa riparta al più presto e senza altri intoppi, avendo come unico obiettivo il bene dei cittadini”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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