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Primarie Lapenna-Forte, il peso degli "infiltrati" sul risultato

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VASTO – Quanto conteranno gli infiltrati? E’ caccia agli elettori degli altri partiti del centrosinistra nella corsa, partita ufficialmente due giorni fa, alla nomination democratica. Sindaco contro presidente del Consiglio comunale. Luciano Lapenna e Peppino Forte in gara, come al primo turno delle elezioni 2006, per il ruolo di leader. Chi uscirà vincente dalla competizione pre-elettorale del 27 febbraio, quando saranno i vastesi a scegliere il nome del Pd che vogliono trovare sulla scheda? Pronostico impossibile per uno scontro tra titani.

Sotto il pelo dell’acqua già si lavora alle prime alleanze. Nessuno lo conferma, ma è chiaro che le altre forze politiche del centrosinistra potrebbero avere un ruolo determinante: lo schieramento comincia a dividersi tra lapenniani e fortiani. Anche perché, verosimilmente, chi uscirà vincitore dalle primarie sarà il candidato sindaco di tutta – o di una parte consistente – della coalizione che oggi amministra la città.

Già si delineano le sponde opposte. Del resto, la pulce nell’orecchio l’aveva messa nel giorno dell’assemblea la professoressa Bianca Campli, compagna del sindaco, intervenendo nel dibattito del parlamentino Pd e chiedendo al segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, se ammessi a votare saranno anche gli elettori degli altri partiti del centrosinistra.

Sel e Prc. Sinistra ecologia e libertà stanno dalla parte di Lapenna e lo hanno sempre detto. Da loro il primo cittadino si attende un sostegno pre-elettorale. Nel senso che le due forze di sinistra, che vantano anche altrettanti assessori in Giunta (Anna Suriani e Marco Marra) porteranno probabilmente iscritti ed elettori sotto i gazebo del Pd per votare a favore della ricandidatura del sindaco.

Idv. Una tendenza a preferire Forte si sta facendo strada all’interno dell’Italia dei valori, dove il segretario, Alfredo Bontempo, ha più volte ribadito la neutralità dei dipietristi di fronte alla competizione interna al Partito democratico. Ma nulla vieta che gli attivisti dell’Idv vadano a votare alle primarie. Del resto, il fatto che la formazione politica di Di Pietro si sia allontanata da mesi da Lapenna e abbia presentato il proprio candidato autonomo potrebbe pesare nelle urne per la nomination democratica. Come il fatto che Eliana Menna (prima in Rifondazione, dal 2009 nell’Idv) sia stata tra gli esclusi nel rimpasto di Giunta di un anno e mezzo fa.

Ieri, però, durante la conferenza stampa di Molino, Forte, Amato, Bucciarelli e Marchesani, Corrado Sabatini, che è assessore ai Lavori pubblici della Giunta Lapenna, si affrettava a precisare: “Sono qui per ascoltare. La mia presenza non deve essere fraintesa: noi dell’Italia dei valori abbiamo già un candidato sindaco: è patrizia De Caro. Ma, dopo l’esito delle primarie, ci confronteremo con il Pd per verificare se si può stringere un’alleanza”.

Gli schieramenti. Nel Pd, cominciano a delinearsi i primi schieramenti. Tra gli assessori, sicuro l’appoggio a Forte di Molino e Marchesani. Con Lapenna sta il vice sindaco, Vincenzo Sputore: “Sostenere Luciano – dice – è coerente col percorso fatto insieme in questi cinque anni. Abbiamo lavorato in stretta collaborazione e alle primarie lo sosterrò”. Insieme a Nicola Tiberio, assessore ai Trasporti, cercherà di portare al sindaco i voti dei centristi di area Pd. Su questo sarà una sfida nella sfida con Molino e Marchesani. “Appoggerò Lapenna”, annuncia anche Mario Olivieri, capogruppo in Consiglio comunale. Ma il suo è un appoggio condizionato. Se Edmondo Laudazi, suo amico di vecchia data, dovesse essere da esterno il candidato sindaco del centrodestra (col Pdl che però cerca un leader al suo interno), a quel punto per Olivieri potrebbe profilarsi un clamoroso cambio di casacca. 

Molino e Vastoviva con Forte. “Appoggerò Forte alle primarie”. Sembrava scontato, ma ora Domenico Molino lo annuncia ufficialmente durante la conferenza stampa in cui al suo fianco siedono proprio il presidente del Consiglio comunale, ma anche due esponenti di Vastoviva, l’associazione di attivisti del Pd che ha chiesto per prima le primarie e ora fa una scelta di campo: la presenza di Maria Amato e Angelo Bucciarelli significa sostegno al segretario del partito, che sfida il sindaco, Luciano Lapenna, per la nomination. “E’ assolutamente falso che la nostra sia una sorta di coalizione contro di lui. Tutti ci stringeremo attorno al leader vincente”, ribatte Bucciarelli. Intanto, Simone Lembo, uno dei fedelissimi di Lapenna, chiede l’annullamento delle primarie.

Molino. “Ho fatto un passo indietro perché non ho trovato nel partito la necessaria sintesi su me stesso”, dice l’assessore alle Finanze, che era stato il primo a candidarsi alle pre-elezioni in cui saranno i simpatizzanti del centrosinistra a decidere, col loro voto, chi vogliono candidato sindaco del Pd. Molino sostiene di aver rinunciato perché non ha trovato sufficienti alleanze all’interno del partito per mettersi in gara col sindaco. “Aveva raccolto tra gli iscritti 70 delle 90 firme necessarie a presentare la candidatura”, dice Forte, che contesta un quorum così alto previsto dal regolamento letto dal segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, durante l’assemblea di giovedì. “E’ una mancanza di dialogo con la città”, critica Molino, che annuncia: “Appoggerò Forte. Credo che su di si possano trovare le giuste convergenze. Gli ho dato un elenco di cose che il futuro sindaco può fare. Il fatto che le primarie si facciano è, per me, una battaglia vinta”. Alla conferenza partecipa anche Lina Marchesani, l’assessore alla Pubblica istruzione è da cinque anni fedelissima del presidente del Consiglio comunale.

Forte. “Un partito che mette in campo i suoi esponenti di peso vuol dire che ha una radicata democrazia interna”, sottolinea Forte, che poi si rivolge a Lapenna: “E’ un carissimo amico. Con lui mi voglio confrontare e non scontrare”.

Lapenniani furiosi. I lapenniani non ci stanno. Simone Lembo, consigliere comunale: “Questa – tuona il pretoriano del sindaco – è una presa in giro verso chi ha proposto in buona fede le primarie. Ma è una presa per i fondelli anche nei confronti del Pd e dell’intera città. La verità – polemizza – è che Forte non ha mai accettato la sconfitta al primo turno di cinque anni fa. Se avesse detto prima che intendeva candidarsi, nel partito si sarebbe avviato un dialogo per cercare l’unità. Molino ha prima annunciato la sua candidatura e poi non s’è candidato. Chiedo al Pd di fermare questa farsa e di tornare a ragionare”. E’ già campagna elettorale.

Ad ascoltare la conferenza di Molino, Forte, Amato, Bucciarelli e Marchesani c’è anche Corrado Sabatini (Idv), che mette le mani avanti: “Sono qui per ascoltare. La mia presenza non deve essere fraintesa: noi dell’Italia dei valori abbiamo già un candidato sindaco: è patrizia De Caro. Ma, dopo l’esito delle primarie, ci confronteremo con il Pd per verificare se si può stringere un’alleanza”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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