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Celenza: "Nel Pd guerra tra bande". Psi: "Avviare un confronto serio"

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VASTO – Una guerra tra bande. E’ così che Michele Celenza, presidente dell’associazione civica Porta Nuova, definisce la resa dei conti in atto nel Partito democratico. Pubblichiamo il suo intervento:

“Le dimissioni di Luciano Lapenna pongono termine a una vicenda ormai annosa caratterizzata dal progressivo sgretolamento della maggioranza, con epicentro all’interno del partito di maggioranza relativa.
I retroscena di questa vicenda sono innumerevoli, i suoi percorsi tortuosi; e non è neppure detto che sia finita qui. Ma, già così, ciò che vi è in essa di più significativo è semplice, piano, e visibile a tutti: null’altro ha affondato il Sindaco se non una lunga serie di private, sotterranee, dissimulate, faziose lotte di potere interne al gruppo dirigente.

Sebbene nessuno mostri di ricordarlo, una situazione del genere, a Vasto, non è così inedita. Era accaduto anche alla precedente Amministrazione comunale, sindaco Filippo Pietrocola, che i notabili della maggioranza –allora di centrodestra- ritirassero via via il loro appoggio; sicché al Sindaco venne sul finire del suo mandato a mancare la maggioranza, e i rispettivi partiti ne uscirono spaccati. Beninteso, sempre su questioni di nessuna evidenza pubblica.

La storia dunque, almeno in parte, si ripete. Forse non è un caso: nella pentola del ceto politico locale (e non solo) sembra esserci ormai da tempo solo questa minestra. È vero che ogni tanto –neanche tanto spesso- cambiano i cuochi, ma di certo nessuno può dare quello che non ha.
I partiti, in quanto soggetti portatori di idee, di analisi, di proposte, sono finiti. Al loro posto si sono insediate per lo più delle vere e proprie bande, più o meno separate dalla società civile, e in perenne lotta tra  loro. Così la città finisce per essere retta da pochissime persone, secondo logiche note ad esse solo.

È vero che non tutte le bande sono uguali; che ci sono bande migliori e bande peggiori; e che, dovendo proprio scegliere, non è del tutto indifferente la scelta tra di esse. Ma ci si può chiedere se sia questa l’unica scelta possibile.
Posto che nessuno ha in tasca la soluzione, noi crediamo che forse sarebbe il caso di provare a voltar pagina”.

Timori. Se è vero che ufficialmente il sindaco, Luciano Lapenna, precisa di non essersi ritirato dalle primarie, di fatto le sue dimissioni e la spaccatura profonda creatasi nel Pd rischiano di far saltare tutto. E se anche le pre-elezioni dovessero svolgersi, quanta gente parteciperà?

Sono i timori che serpreggiano tra i primaristi, che ora se la prendono con gli avversari interni, i lapenniani, ma anche con la segreteria provinciale, che ha fissato le regole della competizione:

Non solo “il rinvio oltre ogni ragionevolezza del loro svolgimento, con l’unico possibile obiettivo di andare fuori tempo massimo”, ma poi si è anche “provveduto a redigere un regolamento, dietro le quinte, che in primo luogo ne rileva l’ostilità e poi il desiderio di orientarle e controllarle”, si legge in una nota dell’associazione Vastoviva, di cui fanno parte i Democratici Maria Amato, Angelo Bucciarelli, Raimondo Pascale, Nino Fuiano e Paolo Marino, che recriminano: “Ci riferiamo a quei limiti imposti alle candidature che devono essere sottoscritte almeno dal 30% degli iscritti al Pd, in spregio delle regole nazionali che pongono la soglia al 15%.
Si è voluto pervicacemente e dolosamente rinunciare a quelle regole di buonsenso, che interpretando il vero spirito delle primarie, hanno consentito, ad esempio nella vicina Lanciano, ma anche in tutte le città italiane in cui si sono già tenute le consultazioni, di presentare candidati con sole 50 firme di elettori del centrosinistra.
 
Queste scelte – afferma Vastoviva – non certo volute da noi, non ci hanno consentito la presentazione di un nostro candidato e di una nostra proposta per la città. E rischiano di relegare, lo scopriremo con i dati di partecipazione, queste primarie a semplice questione interna al Pd”.

Psi. “Diciamo basta alle false affermazioni dell’avvocato Lapenna e invitiamo ancora una volta i partiti del centrosinistra a un confronto programmatico”. La sezione di Vasto del Partito socialista italiano replica alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco durante la conferenza stampa con cui ha spiegato i motivi delle sue dimissioni.

“Il Psi già nell’estate del 2010 al fine di ricreare un confronto programmatico tra tutte le forze di centro-sinistra, propose le primarie delle idee. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta”, affermano in un comunicato il segretario del Psi, Luigi Rampa, e la dirigenza locale del partito di Nencini.

“In autunno insieme ai Democratici per Vasto”, gruppo distinto dal Pd, “abbiamo ripetutamente richiesto le primarie di oalizione, previa condivisione delle regole per il loro svolgimento,  per ricreare un  percorso politico programmatico tra i vari candidati. Abbiamo verificato la volontà contraria di Sel e Rc nonché (per motivi statutari) dell’Idv che successivamente presentava un proprio candidato sindaco alternativo a Lapenna. Infine – ricorda il Psi – nel nostro comunicato del 19 gennaio 2011 di fronte alle oscillazioni del Sindaco (primarie si, primarie no) e alla sua evidente volontà di presentare una lista civica abbiamo sollecitato le Primarie di Coalizione condivise e sottoscritte da tutte le forze di centrosinistra e ribadito la piena disponibilità a presentare un proprio candidato sindaco”.

Secondo i socialisti, le dimissioni di Lapenna “sono dovute, alla luce del mancato quorum nel Consiglio comunale di martedì scorso”.

Udeur. Pesante il commento di Riccardo Alinovi (Udeur): “Tramare sotto banco per pugnalare alle spalle il proprio sindaco è un’atteggiamento che personalmente non condivido, Né tantomeno sopporto.

Per questo – è l’opinione del vice presidente del Consiglio comunale – credo fermamente che il sindaco abbia fatto bene a dimettersi per porre freno a questa rincorsa squallida alla poltrona e al potere. Invito pubblicamente tutti i cittadini e tutti gli iscritti del Pd a non votare Peppino Forte”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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