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Pd, i timori dei primaristi: con questa spaccatura quanti voteranno?

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VASTO – Se è vero che ufficialmente il sindaco, Luciano Lapenna, precisa di non essersi ritirato dalle primarie, di fatto le sue dimissioni e la spaccatura profonda creatasi nel Pd rischiano di far saltare tutto. E se anche le pre-elezioni dovessero svolgersi, quanta gente parteciperà?

Sono i timori che serpreggiano tra i primaristi, che ora se la prendono con gli avversari interni, i lapenniani, ma anche con la segreteria provinciale, che ha fissato le regole della competizione:

Non solo “il rinvio oltre ogni ragionevolezza del loro svolgimento, con l’unico possibile obiettivo di andare fuori tempo massimo”, ma poi si è anche “provveduto a redigere un regolamento, dietro le quinte, che in primo luogo ne rileva l’ostilità e poi il desiderio di orientarle e controllarle”, si legge in una nota dell’associazione Vastoviva, di cui fanno parte i Democratici Maria Amato, Angelo Bucciarelli, Raimondo Pascale, Nino Fuiano e Paolo Marino, che recriminano: “Ci riferiamo a quei limiti imposti alle candidature che devono essere sottoscritte almeno dal 30% degli iscritti al Pd, in spregio delle regole nazionali che pongono la soglia al 15%.
Si è voluto pervicacemente e dolosamente rinunciare a quelle regole di buonsenso, che interpretando il vero spirito delle primarie, hanno consentito, ad esempio nella vicina Lanciano, ma anche in tutte le città italiane in cui si sono già tenute le consultazioni, di presentare candidati con sole 50 firme di elettori del centrosinistra.
 
Queste scelte – afferma Vastoviva – non certo volute da noi, non ci hanno consentito la presentazione di un nostro candidato e di una nostra proposta per la città. E rischiano di relegare, lo scopriremo con i dati di partecipazione, queste primarie a semplice questione interna al Pd”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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